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Addio a Nazzareno Canuti, simbolo dell’Inter dello scudetto 1980 e protagonista del calcio italiano

Lutto

Si è spento a 70 anni l’ex difensore nerazzurro, campione d’Italia con l’Inter di Bersellini e artefice della risalita del Milan in Serie A nel 1983.

Addio a Nazzareno Canuti, simbolo dell’Inter dello scudetto 1980 e protagonista del calcio italiano

Il calcio italiano perde uno dei suoi protagonisti più autentici degli anni Settanta e Ottanta. Nazzareno Canuti è morto all’età di 70 anni, lasciando un segno profondo nella storia dell’Inter e, in una fase diversa della carriera, anche del Milan. Difensore solido, marcatore puro, Canuti è stato uno dei volti simbolo dell’Inter campione d’Italia nella stagione 1979/1980, l’ultima vinta da una squadra composta esclusivamente da calciatori italiani.

Nato il 15 gennaio 1956, Canuti aveva festeggiato da pochi giorni il suo compleanno. Proprio in occasione dei 70 anni, il sito ufficiale dell’Inter gli aveva dedicato uno spazio celebrativo, a testimonianza del legame mai spezzato con il club nerazzurro.

Una bandiera dell’Inter di Bersellini

Nonostante una parentesi in rossonero, Nazzareno Canuti resta una vera bandiera dell’Inter. Cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, ha completato l’intera trafila fino all’esordio in prima squadra nel 1975, restando a Milano fino al 1982.
In sette stagioni ha contribuito a scrivere una delle pagine più gloriose della storia interista, vincendo uno scudetto, due Coppe Italia e il Mundialito per club del 1981.

Quella formazione del 1980 è rimasta impressa nella memoria collettiva dei tifosi: Bordon, Canuti, Oriali, Pasinato, Mozzini, Bini, Caso, Marini, Altobelli, Beccalossi, Muraro. Un undici entrato di diritto nella leggenda del calcio italiano.

Il passaggio al Milan e la promozione in Serie A

Nel 1982 Canuti passa al Milan guidato da Ilario Castagner, chiamato a ripartire dalla Serie B in uno dei momenti più delicati della storia rossonera. Anche qui il suo contributo è determinante: esperienza, affidabilità e leadership aiutano il club a riconquistare la Serie A nel 1983, al termine di una stagione dominata.

La carriera prosegue poi con Genoa e Catania, prima della chiusura con la Solbiatese, ma l’impronta lasciata negli anni precedenti resta indelebile.

Un difensore d’altri tempi

Canuti incarnava il profilo del marcatore classico, specialista della difesa a uomo, capace di unire durezza agonistica e grande senso della posizione. Un ruolo che sembrava appartenere a un’altra epoca e che, proprio negli ultimi anni, è tornato al centro del dibattito tattico.

In una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, aveva ribadito con orgoglio il suo amore per l’Inter: “L’Inter è l’Inter, si ama. Ho cominciato come raccattapalle a 14 anni. Ho visto Boninsegna segnare in rovesciata contro il Foggia, 5-0 e scudetto”.
Parole semplici, ma cariche di appartenenza e memoria.