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Juventus, Thuram: “Spalletti è un genio. Alla Juve sto bene, Inter mai. E mio fratello non lo vorrei qui”

TURIN, ITALY - FEBRUARY 26: Khephren Thuram of Juventus celebrates scoring his team's first goal during the Coppa Italia Quarter Final match between Juventus FC and Empoli FC at Allianz Stadium on February 26, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Khephren Thuram si prende la scena con parole forti, identitarie e profondamente legate al mondo Juventus. In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, il centrocampista francese ha ripercorso la propria storia personale e professionale, soffermandosi sul rapporto con la famiglia, sull’impatto dell’ambiente bianconero e sulla guida tecnica di Luciano Spalletti, definito senza esitazioni “un genio”.

Juventus, Thuram: “Spalletti è un genio. Alla Juve sto bene, Inter mai. E mio fratello non lo vorrei qui”

Essere figlio di Lilian Thuram non è mai stato, nelle parole di Khephren, un peso o un privilegio formale. Da bambino ha respirato calcio ad altissimo livello già in casa, a Torino, quando il padre vestiva la maglia bianconera: “Da piccolo ho conosciuto tanti grandi giocatori in salotto. Vieira, Henry, Tudor. Igor una volta ci regalò un robot bellissimo”.

Antonio Conte non è un ricordo diretto della sua infanzia, ma una figura raccontata dal padre: “Papà mi ha parlato tanto di lui e della sua personalità da Juve”. Un’idea di calcio e di mentalità che, col tempo, Khephren sente sempre più propria.

Barcellona, Messi e Ronaldinho: calcio e sorrisi

Il trasferimento di Lilian Thuram al Barcellona ha permesso a Khephren e al fratello Marcus di osservare da vicino alcuni dei più grandi campioni della storia recente. Allenamenti vissuti da bordo campo, emozioni formative: “Messi era un ragazzino già fortissimo. Una volta regalò a Marcus un paio di scarpe da calcio. Ronaldinho era fenomenale, ma soprattutto sempre solare”.

Un passaggio che racconta molto anche dell’approccio umano dei fratelli Thuram: “Io e Marcus abbiamo preso un po’ del suo sorriso. La vita è bella e bisogna ridere”.

Famiglia, valori e meritocrazia

Il centrocampista bianconero rivendica con forza l’educazione ricevuta: “I nostri genitori ci hanno dato tanto amore, ma senza viziarci. Non mi sono mai sentito raccomandato”. Il rapporto con il padre resta centrale, anche nel giudizio calcistico: “Dopo il gol al Benfica mi ha detto bravo, ma subito dopo mi ha spiegato cosa avrei potuto fare meglio. Sono cose nostre, segreti tra padre e figlio”.

Spalletti al centro del progetto: “Vede cose che altri non immaginano”

Ampio spazio è dedicato a Luciano Spalletti, figura chiave nella crescita di Thuram alla Juventus. “Nella sala video ci sono foglietti ovunque, sono informazioni utili. Uno ci ricorda persino di girare la testa in campo”. Un’attenzione maniacale ai dettagli che il francese apprezza profondamente: “Ho imparato da tanti allenatori, ma Spalletti è quello con più esperienza. È geniale, vede cose che altri neanche immaginano. Posso diventare un giocatore più forte grazie a lui”.

Sul tema del rinnovo del tecnico, però, Khephren resta diplomatico: “Chiedete a lui”.

Kanté, Benzema e il richiamo della Juventus

Alla domanda su un possibile ritorno in Europa di campioni come Kanté e Benzema, oggi in Arabia Saudita, Thuram non ha dubbi: “Sono ancora fortissimi. Alla Juventus si sta bene. Il calcio è cambiato, ora i campioni arrivano a 40 anni”.

Su Benzema è netto: “Ha 38 anni, ma è intelligente, sa segnare e ha vinto il Pallone d’Oro. Farebbe la differenza alla Juve, in Serie A e in qualsiasi competizione”. Stesso discorso per Kanté, considerato ancora determinante.

Identità bianconera e parole definitive sull’Inter

Il passaggio più diretto arriva sul finale, quando Thuram chiarisce il suo legame con la Juventus: “Io sto bene qui”. E poi la frase che fa rumore: “Non andrei mai all’Inter”. Ancora più sorprendente l’aggiunta sul fratello Marcus: “Non lo vorrei qui. Lui ha già la sua squadra”.

Una precisazione che non nasce da freddezza, ma da equilibrio familiare: “Giochiamo insieme nella Francia, basta quello”.