Se c’è un’immagine che fotografa la metamorfosi del Napoli di Antonio Conte, questa va cercata nel cuore del campo. All’Olimpico non si è vista solo una squadra solida, ma una formazione capace di dominare il gioco attraverso un equilibrio pazzesco, sdoganando definitivamente un tabù storico: il centrocampo a due. Uno schema che in Europa pochi possono permettersi e che a Napoli evocava i fantasmi dell’era Benitez, quando persino un metronomo come Jorginho andò in difficoltà, ma che oggi sembra l’abito sartoriale perfetto per questa rosa.
Lobotka e McTominay, i padroni del centrocampo: intesa perfetta e verticalizzazioni
Il motore di questa rivoluzione è la coppia formata da Stanislav Lobotka e Scott McTominay. Un tandem che rasenta la perfezione per come riesce a essere complementare e alternativo, allo stesso tempo. I due si muovono in simbiosi: impeccabili in fase di non possesso, si scambiano i compiti in costruzione con naturalezza, trovando costantemente la verticalizzazione tra le linee che spacca le difese avversarie. E se lo slovacco è la mente, lo scozzese ha ribadito di essere molto più di un incursore: McTominay si è confermato un mediano totale, capace di garantire fisicità e intelligenza tattica davanti alla difesa. Insieme, comandano il gioco.
Ma il segreto di questa tenuta non risiede solo nei due tenori della mediana. L’equilibrio totale nasce da un patto di squadra siglato dopo la gara col Bologna: carichi di lavoro ottimizzati che oggi permettono a tutti di correre il doppio, ma con maggiore lucidità. Ne beneficia la manovra, che parte dal basso con una serenità inedita: i difensori partecipano attivamente alla costruzione, supportati da un Milinkovic essenziale nel giocare sempre di prima intenzione, senza mai perdere un tempo di gioco. Questa fluidità esalta anche gli esterni, come dimostrano le prove superlative di Elmas e Politano all’Olimpico, spine costanti nei fianchi della Lazio. Antonio Conte, spesso etichettato solo come pragmatico, sta svelando un lato diverso: il suo Napoli non vince e basta, ma gioca un calcio esteticamente appagante e dominante. Un bel gioco che unisce la solidità difensiva alla bellezza della manovra, rappresentando forse la vittoria più grande del lavoro del Mister.
Andrea Alati



