Banner
Home » Inter-Napoli, rossi, frecciate e panchine: la saga Chivu-Conte tra passato, presente e rivalità tattica
Inter Napoli Napoli OF News

Inter-Napoli, rossi, frecciate e panchine: la saga Chivu-Conte tra passato, presente e rivalità tattica

La rivalità tra Cristian Chivu e Antonio Conte non nasce con la Serie A, ma affonda radici profonde nel tempo, tra campo e panchina. Da anni i due si punzecchiano, a volte con ironia, altre con scontri più decisi, e la loro rivalità ha assunto una nuova intensità da quando Chivu è diventato allenatore dell’Inter, in un contesto di lotta scudetto che li vede spesso agli antipodi, riporta la Gazzetta dello sport.

Inter-Napoli, rossi, frecciate e panchine: la saga Chivu-Conte tra passato, presente e rivalità tattica

Il filo della rivalità inizia addirittura 26 anni fa. Il primo confronto tra i due avvenne in Italia-Romania, quarti di Euro 2000, quando Conte uscì dal campo con una caviglia martoriata da un fallo di Hagi, mentre Chivu ottenne un 6,5 in pagella: “Si è confermato un bellissimo talento, sempre in movimento”.

Altri momenti cult arrivano durante gli anni da calciatori. Nel Roma-Juve del 2004, Chivu gioca accanto a Samuel mentre Conte osserva da bordo campo: Cassano e Totti animano il match con gesti simbolici e sfottò, mentre Chivu si distingue per vigore e interventi decisivi, dimostrando classe e concentrazione.

Il primo incrocio da allenatori: Parma-Napoli 2025

Il confronto più diretto tra le panchine avviene il 18 maggio 2025, penultima giornata del campionato scorso. Il Napoli guida la classifica di un solo punto sull’Inter: la partita a Parma diventa un vero caos, con traverse, pali, rigori assegnati e poi tolti, e un finale nervoso che sfocia in rossi per Chivu e Conte dopo l’esultanza della panchina azzurra.

Da allora i due tecnici non hanno smesso di scambiarsi frecciate più o meno sottili. Un esempio: dopo il 3-1 del Napoli all’Inter a ottobre, Conte replicò alle dichiarazioni sul rigore dubbio dicendo:
“Non ho mai chiesto ai miei presidenti di fare il papà. Così sminuisce anche il tecnico, io mi sono sempre difeso da solo”.
Chivu rispose con equilibrio:
“Io non piango, non verrò mai a lamentarmi perché ho una dignità e un approccio diverso. Sprechiamo troppe energie”.

Capodanno e le ultime dichiarazioni

Pochi giorni dopo la vittoria in Supercoppa, Conte ha ribadito la sua visione competitiva:
“Juve, Milan e Inter sono più strutturate di noi. Hanno un valore patrimoniale più alto, un monte ingaggi superiore, strutture diverse e anche le seconde squadre. Ogni volta che vince un’altra squadra al di fuori delle solite, significa che ha fatto qualcosa di straordinario”.

Chivu ha replicato immediatamente, sottolineando la filosofia del lavoro:
“Quello che dice Conte non mi interessa. Se siamo abituati a fare casino, facciamo casino, ma io non lo farò perché non mi piace e voglio trasmettere dei valori. L’unico obiettivo che abbiamo è lavorare sodo”.

Dopo il 2-2 in rimonta del Napoli contro il Verona, Conte ha lanciato un’ulteriore frecciatina:
“Non mi sembra di aver detto chissà cosa. Considero Milan, Juve e Inter tre top club, per me è un complimento. Voi siete bravi a trovare un aspetto negativo che per quanto mi riguarda non c’era. Significa solo ricordare la storia. Se dico qualcosa sugli arbitri succede il putiferio e divento il lamentoso…”.

La rivalità oggi

Chivu e Conte rappresentano due mondi opposti nel calcio italiano: il veterano con oltre 650 panchine e numerosi trofei, e il giovane tecnico agli inizi, che punta a costruire una propria identità. Tra provocazioni, dialoghi mai diretti e frecciate pubbliche, la loro storia racconta di rispetto professionale, competizione tattica e passioni contrastanti.