A volte ritornano, anche se questa volta l’iniziativa sembra partire direttamente dal protagonista. Il nome di Raheem Sterling torna a circolare con insistenza nelle stanze del mercato azzurro, riaprendo una pista che il Napoli aveva già battuto, senza successo, lo scorso anno. Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’esterno offensivo del Chelsea è stato proposto nuovamente alla dirigenza partenopea, spinto dalla volontà di tentare un’esperienza all’estero dopo una vita in Premier League.
Intrigo Sterling: via dal Chelsea solo a titolo definitivo. Manna freddo sui costi, ma occhio al rush finale
L’operazione, però, si presenta subito come una corsa a ostacoli, complicata da un mix letale di burocrazia internazionale e costi proibitivi. Il primo scoglio è normativo: il Chelsea ha esaurito gli slot disponibili per i prestiti internazionali. Questo significa che, mentre per i club inglesi come Fulham e West Ham – che hanno già bussato alla porta dei Blues – la strada del prestito è percorribile, per il Napoli l’unica via possibile sarebbe l’acquisto a titolo definitivo. Una condizione che cambia drasticamente le carte in tavola e il peso dell’investimento.
Il secondo ostacolo, forse ancora più insormontabile, è quello economico. L’ingaggio attuale di Sterling è definito “inimmaginabile” per i parametri del calcio italiano e per la politica di sostenibilità del club di De Laurentiis. Non è un caso che, ad oggi, il giocatore non sia considerato una priorità a Castel Volturno: sia per ragioni di bilancio che per scelta tecnica, Manna e Conte hanno altri piani in cima alla lista. Tuttavia, nel calciomercato la parola “mai” non esiste. Sebbene oggi la pista sia fredda, la situazione potrebbe scaldarsi negli ultimi giorni di trattative. Il Napoli è al corrente della possibilità e resta alla finestra: se sul gong del mercato le pretese dovessero crollare o si aprissero spiragli creativi sulla formula, Sterling potrebbe trasformarsi da sogno proibito a opportunità last-minute. Per ora resta una suggestione di lusso, un dossier sul tavolo in attesa di capire se ci sono i margini per trasformarlo in trattativa.
Andrea Alati



