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Mondiali hi-tech, la svolta della FIFA: avatar 3D e Intelligenza Artificiale per il fuorigioco perfetto

Arbitri

Il calcio del futuro fa un altro passo decisivo verso la cancellazione dell’errore umano, o quantomeno di quello ottico. La FIFA ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella tecnologica in vista dei prossimi Mondiali, annunciando l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale per perfezionare il fuorigioco semi-automatico. Se fino a ieri la tecnologia si basava su telecamere e sensori, da oggi entra in gioco la modellazione tridimensionale grazie alla partnership strategica con il colosso Lenovo.

Basta dubbi millimetrici, l’IA sbarca in campo: giocatori scansionati e tracciamento totale

La novità ha il sapore della fantascienza ma un’applicazione tremendamente pratica: ogni calciatore che parteciperà alla rassegna iridata verrà sottoposto a una scansione completa per creare un modello 3D personalizzato. Non si tratterà più di tracciare semplici punti scheletrici, ma di gestire veri e propri avatar digitali in movimento. L’obiettivo dichiarato è risolvere quelle situazioni limite che ancora oggi mettono in crisi la sala VAR, in particolare quando la visuale delle telecamere è ostruita da altri giocatori in mischia. Grazie all’IA, il sistema sarà in grado di calcolare la posizione esatta di ogni arto anche se coperto, ricostruendo la scena con una precisione finora impensabile.

Non si tratta di un salto nel buio, ma di una tecnologia già rodata sul campo. I vertici del calcio mondiale hanno svelato che il sistema ha superato brillantemente la prova del fuoco durante l’ultima Coppa Intercontinentale, con il match tra Flamengo e Pyramids utilizzato come laboratorio sperimentale. I feedback raccolti sono stati entusiastici: secondo la FIFA l’esperimento “è stato un successo” e l’implementazione dell’algoritmo “migliorerà sensibilmente la rilevazione del fuorigioco”, riducendo i tempi d’attesa e garantendo decisioni oggettive anche nel caos dell’area di rigore. La caccia al fuorigioco perfetto è ufficialmente aperta.

Andrea Alati