C’è un filo invisibile, fatto di ricordi e statistiche impressionanti, che continua a legare Napoli a Marrakech, passando per Istanbul. Ieri sera, Victor Osimhen ha ricordato al mondo intero – e forse con un pizzico di malinconia anche ai tifosi partenopei – perché è considerato uno dei numeri 9 più devastanti dell’ultimo lustro. Il centravanti mascherato è stato l’assoluto dominatore del quarto di finale di Coppa d’Africa, trascinando la sua Nigeria in semifinale con una prestazione mostruosa contro l’Algeria, una delle favorite per la vittoria finale.
Osimhen trascina la Nigeria: gol, assist e numeri da fuoriclasse mondiale
Il 2-0 delle Super Eagles porta la sua firma indelebile: prima ha sbloccato il match con uno di quei colpi che facevano esplodere il Maradona, un imperioso stacco di testa su cross dalla trequarti che ha annichilito la difesa avversaria; poi, vestendo i panni del rifinitore, ha servito su un piatto d’argento ad Adams il pallone della sicurezza. “Sapevamo che era importante fare pressing per metterli in difficoltà”, ha dichiarato a fine gara, dimostrando quella maturità tattica affinata proprio nei quattro anni all’ombra del Vesuvio.
Ma è leggendo l’analisi di TMW che il dato si fa spaventoso. Da quel 4 settembre 2024, giorno del suo addio a Napoli per approdare al Galatasaray, Osimhen ha addirittura alzato l’asticella. I numeri sono da capogiro: 63 gol totali realizzati tra club e nazionale da quando ha lasciato l’Italia. In Turchia è diventato un idolo assoluto, giustificando fino all’ultimo centesimo l’investimento record del club di Istanbul (75 milioni di euro più bonus e percentuale sulla rivendita per il riscatto). Dopo aver dominato la scorsa Süper Lig con 26 reti e aver vinto tutto, quest’anno è già a quota 12 in 16 gare. A questi si aggiungono le 14 reti con la Nigeria. Osimhen segna ovunque, con qualsiasi maglia e a qualsiasi latitudine, confermando che quel ragazzo cresciuto a Napoli è diventato oggi un gigante del calcio mondiale.
Andrea Alati



