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McTominay, cuore di Scozia e anima di Napoli: la sua doppietta salva Conte

Ci sono pareggi che valgono come vittorie e notti che definiscono l’anima di una squadra. Quella di San Siro è stata una di queste. Il 2-2 finale tra Inter e Napoli non è solo un punto in classifica, ma un manifesto programmatico di resistenza: la squadra di Antonio Conte ha guardato negli occhi il baratro del -7, ha visto il campionato virtualmente chiuso, e ha deciso di ribellarsi al destino con la forza dei nervi e la classe dei suoi campioni.

L’urlo di Conte ferma la fuga: sotto di un gol a 5′ dalla fine, gli azzurri risorgono

La gara è stata un ottovolante emotivo. Dopo un buon approccio azzurro, l’Inter ha colpito alla prima vera occasione con il solito Dimarco, punendo un Napoli forse sfortunato ma vivo. La reazione ha portato la firma, indelebile, di Scott McTominay, autore del primo pareggio nel momento di massima pressione nerazzurra. Ma il vero dramma sportivo si è consumato nella ripresa: l’ingenuità di Rrahmani su Mkhitaryan sembrava la pietra tombale sulla stagione. Sul 2-1, con San Siro in festa e Bastoni pizzicato dalle telecamere a cantare prima ancora dell’esecuzione dal dischetto, l’Inter si sentiva già in fuga. Cinque minuti alla fine, un distacco in classifica pronto a dilatarsi a sette lunghezze: un colpo da ko tecnico per chiunque. Ma non per questo Napoli. La squadra ha attinto a quell’orgoglio “feroce” che Conte ha instillato nel gruppo: nel momento più buio, è arrivata la luce. L’asse Lang-McTominay ha confezionato il 2-2 che ha zittito il Meazza.

Un punto preziosissimo, che vale oro colato considerando l’emergenza infortuni che sta per rientrare (Anguissa e Gilmour sono pronti al rientro). Il Napoli ha dimostrato di avere gli attributi per reggere l’urto dei favoriti, ammutolendo la festa nerazzurra proprio sul più bello. Testa al Parma adesso, ma con una consapevolezza nuova: questa squadra ha sette vite.

Andrea Alati