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Napoli-Parma, il gol annullato a McTominay: cosa dice il regolamento e perché il fuorigioco è corretto

Il pareggio a reti bianche contro il Parma non è stato indolore per il Napoli. Oltre ai due punti persi e al conseguente allungo dell’Inter, ora a +6 in classifica, al Maradona resta forte la discussione per il gol annullato a Scott McTominay all’11’ del primo tempo.

Napoli-Parma, il gol annullato a McTominay: cosa dice il regolamento e perché il fuorigioco è corretto

Una decisione maturata dopo l’intervento del VAR e del fuorigioco semiautomatico, che ha individuato un’irregolarità nella posizione iniziale di Pasquale Mazzocchi.

Una scelta che ha alimentato polemiche e dubbi, ma che trova pieno fondamento nel regolamento attuale.

Perché il gol di McTominay è stato annullato

Contrariamente a quanto percepito a occhio nudo, il problema non riguarda McTominay ma la posizione di Mazzocchi nella fase iniziale dell’azione. In diretta televisiva, l’impressione era che oltre la linea difensiva ci fosse soltanto il braccio dell’esterno azzurro, parte del corpo non rilevante ai fini del fuorigioco.

La ricostruzione tridimensionale del fuorigioco semiautomatico, però, ha evidenziato qualcosa di diverso: una porzione della spalla di Mazzocchi risultava oltre la linea dell’ultimo difensore del Parma. Una questione di millimetri, determinata dall’inclinazione in avanti del busto, ma sufficiente per rendere l’azione irregolare.

Spalla punibile: il punto chiave del regolamento

Il nodo centrale è regolamentare. Le braccia non sono considerate nel fuorigioco perché non si può segnare con esse. Diverso il discorso per la parte alta della spalla, definita dagli addetti ai lavori come “zona verde”: una superficie del corpo con cui è possibile realizzare una rete.

Il confine è chiaro ed è fissato nella parte inferiore dell’ascella. Tutto ciò che si trova al di sopra rientra nelle parti punibili. Nel caso specifico di Napoli-Parma, la spalla di Mazzocchi ha superato questo limite, rendendo inevitabile l’annullamento del gol.

Come funziona il fuorigioco semiautomatico

Il SAOT (Semi-Automated Offside Technology) non si basa sulle immagini televisive né su riferimenti visivi come la “maglietta” del calciatore. Il sistema utilizza una mappatura avanzata del corpo umano, costruendo uno scheletro digitale attraverso 29 punti anatomici del giocatore.

Questa struttura tridimensionale segue in modo preciso postura, inclinazione e movimenti reali dell’atleta. È proprio grazie a questo modello che la tecnologia ha rilevato l’offside di Mazzocchi: la spalla, proiettata in avanti, oltrepassava la linea difensiva al momento del passaggio.

Le reazioni e i precedenti simili

A fine gara, Amir Rrahmani ha commentato con amarezza: “Il gol annullato? L’abbiamo visto tutti, rispettiamo le regole però devono essere uguali per tutti in futuro”. Una dichiarazione che riflette il sentimento diffuso nello spogliatoio azzurro.

In realtà, la regola viene applicata in modo uniforme da tempo. Gli episodi analoghi non mancano, sia in Serie A che nelle competizioni europee: dal fuorigioco millimetrico di Mkhitaryan in Inter-Barcellona a quello di Chukwueze in Sassuolo-Milan, fino al caso di Kean in Juventus-Verona. Situazioni diverse, stesso principio regolamentare.