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Napoli, Lucca davanti alla scelta decisiva: Premier League o rinascita in Toscana?

Il destino professionale di Lorenzo Lucca è entrato in una fase cruciale. Nelle prossime settimane, forse addirittura nelle prossime due partite, si definirà una traiettoria che potrebbe cambiare radicalmente il suo percorso.

Napoli, Lucca davanti alla scelta decisiva: Premier League o rinascita in Toscana?

Da una parte c’è l’assalto concreto del Nottingham Forest, pronto a portarlo in Premier League con un’offerta già strutturata. Dall’altra, una pista che profuma di casa, appartenenza e rilancio: il ritorno al Pisa.

L’offerta inglese e il richiamo della Toscana

Il club inglese non ha mai smesso di crederci. Contatti continui, pressing costante e una proposta economica importante: il Nottingham vede in Lucca un profilo adatto al calcio fisico e verticale della Premier. Tuttavia, il centravanti ha scelto di non chiudere subito. Vuole capire, valutare, ascoltare ogni opzione.

Parallelamente, in Toscana prende corpo una soluzione che fino a poco tempo fa sembrava solo suggestiva. Il Pisa sta lavorando con decisione per riportare l’attaccante in nerazzurro. Un’idea che il direttore generale Corrado ha liquidato con parole chiare: “Non è fantacalcio”. Tradotto: esistono margini reali. Per Lucca significherebbe ritrovare centralità, continuità e quella serenità spesso mancata negli ultimi mesi, con la prospettiva di tornare titolare fisso.

Le piste che si spengono e lo scenario Serie A

Altre strade, invece, sembrano essersi definitivamente raffreddate. La Turchia, con il Beşiktaş, è ormai fuori dai radar. Più complesse le ipotesi legate al Medio Oriente, come Al-Hilal, frenate da costi e incastri contrattuali. Resta viva, seppur sullo sfondo, anche la possibilità di una permanenza in Serie A, ma solo a determinate condizioni tecniche e ambientali.

Il nodo burocratico: Napoli, Udinese e un prestito da chiarire

Prima di qualsiasi scelta, però, c’è un ostacolo da superare. La situazione contrattuale che lega Napoli e Udinese deve essere risolta. Il prestito in essere rappresenta un passaggio obbligato: solo chiarendo questo aspetto formale Lucca potrà decidere liberamente se accettare i milioni della Premier League o puntare su un progetto di rilancio in Italia, magari proprio a Pisa.

Cosa non ha funzionato nella crescita di Lucca?

A questo punto la domanda diventa inevitabile. Cosa si è inceppato nella parabola di Lucca? Perché oggi sembra non avere spazio nel Napoli, nemmeno come alternativa? Com’è possibile che caratteristiche un tempo esaltate – la personalità, il coraggio nel tentare giocate difficili, la combinazione di tecnica e fisicità – siano diventate motivo di critica?

Davvero un attaccante con il suo profilo non può essere utile neanche per “venti o trenta minuti” in una squadra di alto livello? E se così fosse, cosa ha spinto il Napoli, appena sei mesi fa, a investire oltre 35 milioni di euro sul suo cartellino?

Conte, l’investimento e il “Sacro Graal” dell’attacco

La risposta non è semplice e resta in parte avvolta dal mistero. Un indizio, però, arriva dalle parole di Antonio Conte dopo Napoli-Udinese dello scorso febbraio, quando definì Lucca “fisicamente dominante”. Conte, notoriamente attratto dai centravanti strutturati, capaci di reggere il duello con i difensori centrali, potrebbe aver intravisto in lui il tassello mancante, quasi un “Sacro Graal” per completare il suo sistema offensivo.