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Fiorentina, una scia di dolore senza fine: da Astori a Commisso, le cicatrici di una comunità che non trova pace

Firenze si risveglia ancora una volta avvolta dal silenzio e dallo sgomento. La scomparsa del presidente Rocco Commisso rappresenta l’ennesimo colpo inferto a una città e a una tifoseria che, negli ultimi anni, hanno imparato a convivere con il dolore.

Fiorentina, una scia di dolore senza fine: da Astori a Commisso, le cicatrici di una comunità che non trova pace

Un destino crudele ha colpito ripetutamente la Fiorentina, lasciando ferite profonde che vanno ben oltre il campo da gioco.

Dalla tragedia di Davide Astori, alla perdita improvvisa di Joe Barone, passando per la paura vissuta per Edoardo Bove, fino all’addio odierno al suo presidente: una sequenza di eventi che ha segnato in modo indelebile l’anima viola.

Davide Astori, il capitano che continua a guidare Firenze

Ogni lacrima versata oggi affonda le sue radici nel 4 marzo 2018. Udine, un albergo che ospita il ritiro viola, una porta – la numero 118 – che non si apre. Da quel momento nulla è stato più come prima. La morte improvvisa di Davide Astori, capitano e simbolo della squadra, ha rappresentato uno spartiacque nella storia recente della Fiorentina.

Astori non è mai andato via davvero. Vive nel minuto 13 di ogni partita, nelle fasce di capitano indossate in suo onore, nel rispetto unanime che il calcio italiano continua a tributargli. È diventato una presenza costante, quasi spirituale, che accompagna ogni passo della squadra.

Joe Barone, Bergamo e una ferita mai rimarginata

Sembra passato un attimo, eppure sono trascorsi quasi due anni. Era il marzo 2024 quando Joe Barone, direttore generale e braccio operativo di Commisso, venne colpito da un malore fatale durante il ritiro a Bergamo, poche ore prima della sfida con l’Atalanta.

La corsa disperata verso l’ospedale San Raffaele, le speranze, le preghiere, poi la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. Barone era molto più di un dirigente: era il volto quotidiano della Fiorentina, l’uomo ovunque, il punto di riferimento costante. Per Commisso, “non un collaboratore, ma un pezzo di famiglia”.

La paura per Edoardo Bove e uno stadio senza respiro

Dicembre 2024. Lo Stadio Artemio Franchi ammutolisce durante Fiorentina-Inter. Edoardo Bove si accascia improvvisamente al suolo, mentre il tempo sembra fermarsi. Compagni in lacrime, pubblico pietrificato, un pensiero comune che torna a un precedente impossibile da dimenticare: Astori.

Quella volta la vita ha avuto la meglio, ma lo shock emotivo ha lasciato un segno profondo in un ambiente già segnato da traumi ripetuti. Oggi Bove guarda a un futuro lontano da Firenze, probabilmente all’estero, ma il suo nome resterà per sempre inciso nel cuore viola.

L’addio a Rocco Commisso, presidente e uomo

Il 17 gennaio 2026 segna un’altra data dolorosa. La Fiorentina perde la sua guida, l’uomo che aveva scelto Firenze per investire non solo risorse economiche, ma passione, identità e appartenenza. Commisso non è stato un presidente qualsiasi: ha difeso la “sua” Fiorentina con orgoglio, l’ha riportata stabilmente in Europa, ha vissuto ogni critica come un affronto personale.