Aurelio De Laurentiis chiede giustizia nelle aule del tribunale di Roma. Il presidente del Napoli ha citato per diffamazione Bianca Berlinguer e Mauro Corona, accusandoli di aver costruito e diffuso una narrazione falsa sul suo conto durante l’emergenza Covid. La richiesta di risarcimento è pesante: 500mila euro.
Napoli, De Laurentiis porta Berlinguer e Corona in tribunale: “Diffamato sul Covid, non sapevo nulla. Stavo male per…”
Al centro della vicenda c’è una puntata di Carta Bianca, andata in onda su Rai 3 nel settembre 2020, nella quale i due sostennero che De Laurentiis avesse partecipato a un’assemblea di Lega Serie A e a una successiva festa a Milano pur sapendo di essere positivo al Covid. Un’accusa che il patron azzurro ha sempre respinto con decisione e che ora è finita al vaglio dei giudici.
L’udienza a piazzale Clodio e la versione di De Laurentiis
Ieri, nell’aula 13 del tribunale di Piazzale Clodio, De Laurentiis ha ripercorso punto per punto quei giorni concitati. Davanti ai magistrati ha chiarito un aspetto centrale della sua difesa: “Non sapevo assolutamente di avere il Covid”.
Il presidente ha ammesso di non essere stato in perfetta forma fisica, ma ha escluso qualsiasi sintomo riconducibile al virus. “Ero spossato, avevo problemi di stomaco”, ha spiegato, attribuendo il malessere a una cena particolarmente abbondante consumata la sera precedente.
«Non febbre, ma una cena di lavoro finita male»
Secondo il racconto di De Laurentiis, il disagio fisico derivava da una cena di lavoro a base di ostriche e champagne. I molluschi, ha precisato in aula, provenivano dalla pescheria di Gennaro Gattuso, all’epoca allenatore del Napoli.
“Un uomo che si alza alle cinque del mattino per andare a Milano dopo una cena del genere non è lucido come un atleta”, ha detto con tono ironico, sottolineando però un passaggio chiave: “Non avevo febbre”. Una circostanza, questa, confermata – a suo dire – dai controlli effettuati all’ingresso dell’hotel Hilton di Milano, dove sarebbe passato più volte sotto gli scanner per la temperatura corporea senza che venisse rilevata alcuna anomalia.
Tamponi, tempi e accuse televisive
Un altro elemento cruciale riguarda l’esito del tampone. De Laurentiis ha ricordato come in quel periodo i test fossero di routine per il mondo del calcio, effettuati con cadenza regolare. Il risultato positivo, però, sarebbe arrivato solo in serata, quando il presidente era già rientrato a Napoli.
Nonostante questo, durante la trasmissione televisiva, Berlinguer e Corona affermarono che il patron fosse consapevole del proprio stato di malessere. “Queste affermazioni mi hanno profondamente turbato”, ha dichiarato De Laurentiis, accusando i due di aver trattato l’argomento con leggerezza e sarcasmo.
Il tentativo di replica e la querela
Secondo quanto emerso in aula, l’ufficio stampa del Napoli avrebbe cercato un intervento immediato per smentire le ricostruzioni andate in onda, contattando Franco Di Mare, allora responsabile di Rai 3. Un tentativo rimasto senza esito.
Da qui la decisione di procedere per vie legali. Assistito dall’avvocato Fabio Fulgeri, De Laurentiis ha presentato querela contro Berlinguer e Corona, chiedendo un risarcimento ritenuto proporzionato al danno d’immagine subito in uno dei momenti più delicati della storia recente.
La difesa di Corona
Di diverso avviso la linea difensiva di Mauro Corona. Il suo legale, Alberto Mascotto, ha sostenuto che l’opinionista si sarebbe limitato a commentare una notizia già circolata e mai smentita ufficialmente all’epoca, escludendo qualsiasi intento diffamatorio.



