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Che spreco in Danimarca. I padroni di casa pareggiano in dieci uomini, non basta il “solito” McTominay

Brutta serata per il Napoli che, in superiorità numerica, non va oltre l’1-1 contro il Copenaghen. Al gol di McTominay, risponde Larsson dopo il rigore sbagliato.

Che spreco in Danimarca. I padroni di casa pareggiano in dieci uomini, non basta il “solito” McTominay

Pareggio beffa per il Napoli, che in 11 contro 10 per un’ora circa ottiene solo un 1-1 a Copenhagen. Il Napoli frena sul campo del Copenaghen. Gli azzurri sprecano una grande occasione, data anche la superiorità numerica avuta per circa un’ora di gara. Al gol di McTominay nel primo tempo ha risposto il rigore di Larsson, che dopo aver calciato malissimo dal dischetto è stato il più lesto a ribattere in rete.

Il pareggio per 1-1 sul campo del Copenaghen rappresenta molto più di un semplice mezzo passo falso europeo per il Napoli. È una occasione mancata, una di quelle partite che restano nella memoria non per ciò che è stato fatto, ma per quello che si sarebbe potuto e dovuto fare. La squadra guidata da Antonio Conte ha avuto contesto, tempo e superiorità numerica per chiudere il match. Non l’ha fatto. E ora il rischio eliminazione è concreto.

Un primo tempo di controllo totale (ma senza il colpo del ko)

L’approccio degli azzurri è autorevole. Il Napoli prende subito in mano il pallino del gioco, alza il baricentro e costringe il Copenaghen a difendersi basso. Al 35’, l’episodio che sembra indirizzare definitivamente la gara: Thomas Delaney entra in modo durissimo su Lobotka, un intervento a tacchetti che l’arbitro giudica senza esitazioni da cartellino rosso.

In superiorità numerica, il Napoli aumenta la pressione e trova il vantaggio prima dell’intervallo con Scott McTominay, abile a svettare di testa su sviluppo di palla inattiva. È l’1-0 che sembra preludere a una serata in controllo. Ma è anche l’ultimo vero acuto del primo tempo.

Come si dirà poi a fine gara, “avremmo dovuto essere più cinici”.

Ripresa in calo e il rigore che cambia tutto

Nel secondo tempo il Napoli rallenta inspiegabilmente. Il possesso resta azzurro, ma perde ritmo e profondità. Il Copenaghen prende fiducia, avanza di qualche metro e trova l’episodio che riapre tutto: Buongiorno interviene in ritardo su Elyounoussi in area, calcio di rigore inevitabile.

Dal dischetto Larsson si fa ipnotizzare da Milinkovic-Savic, ma è il più rapido di tutti sulla ribattuta e deposita in rete l’1-1. Una sequenza che fotografa perfettamente la serata del Napoli: anche quando fa la cosa giusta, subisce quella sbagliata.

Gli assalti finali sono confusi e poco lucidi. Lucca, nel recupero, ha sul piede il pallone della vittoria ma spreca clamorosamente. Il fischio finale sancisce un pareggio che, nella percezione generale, ha il sapore amaro della sconfitta.

Classifica complicata e scenario preoccupante

Il dato è freddo ma inequivocabile: il Napoli non dipende più solo da sé. Dopo le sconfitte contro PSV e Benfica, e il pareggio casalingo con l’Eintracht, gli azzurri si sono ridotti a giocarsi tutto all’ultima giornata.

Resta una sola partita, al Maradona contro il Chelsea, mercoledì prossimo, con in mezzo l’impegno di campionato contro la Juventus. Un calendario durissimo, che rende la qualificazione agli spareggi tutt’altro che scontata.

In questo momento il Napoli è sospeso: “un piede e mezzo fuori” dall’Europa che conta. Sarebbe una eliminazione clamorosa, soprattutto considerando il lungo tratto di partita giocato in superiorità numerica a Copenhagen.

Alibi, infortuni e segnali positivi

È giusto ricordare le attenuanti: l’emergenza infortuni ha pesato e le rotazioni erano limitate. Tuttavia, anche con questa formazione, il Napoli aveva tutte le carte per vincere. Anzi, una delle novità di serata, Vergara, è stato tra i migliori in campo per personalità e qualità.

Segnali incoraggianti, sì. Ma nel calcio europeo il tempo per imparare dagli errori è minimo. E il Napoli, a Copenhagen, ha sprecato una lezione che rischia di costargli carissima.

Ora non resta che l’ultima chiamata. Contro il Chelsea, servirà ben altro spirito: intensità, lucidità e soprattutto concretezza. Perché certe occasioni, in Europa, non tornano due volte.

Copenhagen (4-4-2): Kotarski 7; Meling 5 (81′ Garananga NG), Gabriel Pereira 6, Suzuki 6, Lopez 6; Elyounoussi 6.5, Madsen 6 (81′ Claesson NG), Delaney 4, Achouri 5.5 (63′ Larsson 6.5); Dadason 6 (36′ Hatzidiakos 6), Cornelius 6 (63′ Clem 6). All. Neestrup 6

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6.5; Di Lorenzo 6, Buongiorno 5, Juan Jesus 6; Gutierrez 5.5 (75′ Ambrosino 5.5), Lobotka 6.5, McTominay 7, Spinazzola 6 (63′ Olivera 6); Vergara 6.5 (63′ Lang 6), Elmas 6.5 (81′ Lucca NG); Hojlund 5.5. All. Conte 5.5.