Banner
Home » Napoli, la notte dei rimpianti e l’incubo Chelsea: un’Europa “piccola” che non ammette più alibi
Napoli Napoli OF News

Napoli, la notte dei rimpianti e l’incubo Chelsea: un’Europa “piccola” che non ammette più alibi

Ci sono pareggi che muovono la classifica e pareggi che, al contrario, ne certificano l’immobilità tecnica e mentale. L’1-1 di Copenaghen appartiene a questa seconda, malinconica categoria. Ridurre l’analisi della serata danese al singolo errore difensivo di Buongiorno – uno scivolone che sta diventando una consuetudine preoccupante, e su cui sarà necessario lavorare – sarebbe un esercizio di miopia intellettuale. Il problema è sistemico, non individuale. Perché quando si gioca per sessanta minuti in superiorità numerica contro una formazione che naviga al quinto posto di un campionato minore (la Superliga danese conta appena 12 squadre), l’imperativo categorico è vincere. Non gestire, non speculare: chiudere i conti.

Napoli, il pareggio dei rimpianti: il girone “facile” diventa un incubo. E ora c’è il Chelsea

Il verdetto del campo racconta invece di due punti dilapidati, gettati al vento con una leggerezza che in Champions League si paga a caro prezzo. E se le attenuanti in campionato possono avere una logica, figlie di una ricostruzione complessa, in Europa il velo cade e lascia nuda la verità: il cammino internazionale del Napoli, finora, è stato desolante. I numeri sono giudici severi e non mentono: il ruolino di marcia esterno si chiuderà con la casella delle vittorie ferma allo zero. Un solo punto raccolto lontano dal “Maradona”, bottino troppo magro per chi ambisce a sedersi al tavolo delle grandi. A rendere ancora più amara l’analisi è la caratura degli avversari contro cui il Napoli ha faticato. Non corazzate imbattibili, ma oneste formazioni di fascia media: un Eintracht Francoforte settimo in Bundesliga, un Benfica terzo in Portogallo e, appunto, i danesi. Se si eccettua il PSV, dominatore in Eredivisie, il calendario aveva offerto un’autostrada che gli azzurri hanno percorso col freno a mano tirato. È il riproporsi di un vecchio vizio, di un limite storico che il club fatica a scrollarsi di dosso: le grandi cavalcate europee restano eccezioni sporadiche. Manca il cinismo, manca la capacità di azzannare le partite contro avversari tecnicamente inferiori.

Il paradosso è che, nonostante un percorso deficitario, la qualificazione ai playoff resta matematicamente possibile. La parola “inspiegabile” aleggia su un passaggio del turno che, per qualità espressa, apparirebbe quasi un regalo. Ma il destino, beffardo, ha serbato l’ostacolo più alto proprio sulla linea del traguardo. L’ultima giornata metterà il Napoli di fronte al Chelsea. E non sarà una passerella. I Blues arriveranno al Maradona con la coccarda di Campioni del Mondo in carica sul petto, freschi vincitori del Mondiale per Club estivo, e con motivazioni feroci. Se la sfida imminente contro il Pafos dovrebbe garantire agli inglesi i playoff matematici, la trasferta di Napoli sarà decisiva per l’obiettivo grosso: entrare nella Top 8 e volare direttamente agli ottavi senza passare dalle forche caudine degli spareggi. Affrontare una corazzata con tale necessità di punti, dopo aver fallito contro le “piccole”, trasforma l’ultima gara in una finale. Qualificarsi diventa ora un dovere professionale, ma servirà un’impresa per raddrizzare una stagione europea che rischia di passare agli archivi come la fiera delle occasioni perse.

Andrea Alati