Potremmo avere mille attenuanti, sul discorso infortuni, sulla stanchezza… ma oggi non possiamo utilizzarle. Perché per come si era messa la partita, dominata nel primo tempo in 11 contro 11, espulsione da parte loro, vantaggio. Cioè, c’erano tutte le situazioni favorevoli per vincerla, purtroppo bisogna chiedersi cosa è mancato. Nel secondo tempo l’obiettivo era rientrare, cercare di fare il secondo ed eventualmente il terzo gol, ho quel minimo di esperienza calcistica di sapere che quando il risultato in bilico anche un angolo, una punizione, un’entrata in area, ti possono creare delle problematiche. Il secondo tempo non è stato, ci deve far male, era una partita importante e sapevamo che vincendo saremmo entrati nei play-off. Invece l’abbiamo buttata. Le attenuanti non reggono, quando stai vincendo in 10 contro 11 e sei in dominio, significa che sei mancato in qualcosa. Questo dispiace”.

Su quello che non ha funzionato

“La partita era in totale controllo, forse fin troppo in controllo. Ci siamo un attimo adagiati. Diventa difficile da spiegare un risultato del genere, però è accaduto e bisogna essere bravi a fare delle riflessioni e sapere che fino ad ora il cammino che abbiamo fatto è deficitario”.

Le parole alla squadra dopo il pareggio

“Queste sono partite in cui non c’è niente da dire. Se ognuno di noi ha un’anima e una coscienza, sa cosa è stato fatto di positivo e cosa è mancato. Non c’è bisogno di qualcuno che rimarchi determinate situazioni. Siamo tutti grandi e con esperienza e sappiamo quello che oggi è mancato. Dispiace perché sapevamo tutti quanti l’importanza della partita, per non ridursi all’ultima con un top club come il Chelsea, ed arrivarci dopo un impegno importante in campionato dopo tre giorni. Ci siamo complicati la vita, dipendevamo da noi stessi. Su questo dobbiamo crescere. Oggi la situazione era in mano nostra e questo ci deve far riflettere. Non c’è bisogno in questo caso che l’allenatore faccia la riflessione, oggi è talmente parlante che non parlerò. Non c’è bisogno di dire niente”.