Il mercato invernale del Napoli può realmente sbloccarsi, ma la strada è ancora tutt’altro che lineare. Dal Consiglio Federale straordinario tenutosi questa mattina negli uffici della FIGC emerge un’apertura di principio alla richiesta avanzata dalla Lega Serie A, accompagnata però da una condizione decisiva: la rinuncia formale a qualsiasi ricorso futuro da parte delle società che in assemblea si erano opposte o astenute.
Napoli, blocco del mercato azzurro possibile: la FIGC chiede la liberatoria di Juventus, Milan, Inter e Roma
In altre parole, per consentire al Napoli di superare il vincolo del saldo zero e operare liberamente sul mercato, servono le liberatorie di Juventus, Milan, Inter e Roma.
Consiglio Federale: nessuna obiezione tecnica, ma serve tutela giuridica
Il Consiglio Federale non ha espresso contrarietà sul merito della delibera richiesta dalla Lega, che consentirebbe al Napoli di utilizzare le proprie riserve di cassa per rientrare nei parametri economici. Tuttavia, la FIGC ha posto un paletto chiaro: senza una garanzia preventiva, la modifica delle norme in sessione di mercato aperta esporrebbe il Consiglio stesso al rischio di ricorsi e responsabilità personali.
Per questo motivo, prima di procedere con l’approvazione definitiva, viene richiesto che:
il Milan, che ha votato contro;
Juventus, Inter e Roma, che si sono astenute,
depositino una liberatoria scritta con cui rinunciano a qualsiasi azione legale futura contro la decisione federale.
Solo a quel punto il Consiglio verrebbe riconvocato per dare l’ok definitivo, potenzialmente in tempi rapidi. Al momento, però, non esistono certezze sui tempi, né sulla reale volontà dei club coinvolti.
Una frattura politica tra le big della Serie A
Come sottolineato anche da Tuttosport, la proposta ha già prodotto una spaccatura profonda tra le principali squadre di vertice. La possibilità di rendere utilizzabili le riserve di cassa accumulate dal Napoli grazie a gestioni virtuose del passato viene percepita da alcune concorrenti come “una modifica delle regole a stagione in corso”.
Il Milan ha espresso una posizione netta, arrivando a ventilare possibili azioni legali. Inter, Juventus e Roma hanno scelto l’astensione, ma segnando comunque una distanza politica evidente.
In questo contesto, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini, presenti in Consiglio Federale insieme a Stefano Campoccia dell’Udinese, hanno ratificato una linea che le rispettive società non condividono pienamente, alimentando ulteriori tensioni istituzionali.
Cosa cambierebbe per il Napoli
Se le liberatorie dovessero arrivare, Aurelio De Laurentiis potrebbe finalmente autorizzare il club ad attingere al patrimonio accumulato negli anni, consentendo al direttore sportivo Giovanni Manna di intervenire sul mercato senza cessioni preventive.
Uno scenario che avrebbe un impatto diretto:
sulla corsa scudetto
sulla qualificazione alla Champions League, vero obiettivo strategico delle big
ed è proprio questo l’elemento che rende la decisione così sensibile sul piano politico.
Perché il Napoli è bloccato dal saldo zero
Il mercato del club partenopeo è attualmente paralizzato dall’indice di liquidità, ovvero il rapporto tra ricavi e costo del lavoro, che supera il limite dello 0,8 imposto dalle norme federali.
Secondo la posizione del Napoli, si tratta di un’anomalia: la società dispone infatti di riserve di cassa molto elevate, frutto di utili non distribuiti e di una gestione finanziaria virtuosa. Fino a oggi, però, queste risorse non sono state considerate valide per rientrare nei parametri, costringendo il club a finanziare ogni acquisto con cessioni immediate.
La tesi di De Laurentiis è chiara: “quei soldi sono reali, disponibili e devono poter coprire i costi”. La FIGC sembra pronta ad accoglierla, ma solo a condizione di blindare il sistema da qualsiasi contenzioso futuro.



