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Caso scommesse, clandestine nel calcio: udienza rinviata a febbraio per i presunti gestori del sistema

È stata posticipata al 18 febbraio l’udienza davanti alla Giulia Masci, giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano, relativa alle richieste di patteggiamento dei cinque soggetti arrestati lo scorso maggio nell’inchiesta sul presunto “sistema” di scommesse clandestine che avrebbe coinvolto anche una dozzina di calciatori di Serie A.

Caso scommesse, clandestine nel calcio: udienza rinviata a febbraio per i presunti gestori del sistema

Il rinvio è stato disposto per consentire la definizione degli aspetti patrimoniali del procedimento, in particolare le confische di conti correnti e beni immobili, per un valore complessivo stimato intorno a 1,5 milioni di euro. Le pene concordate con la procura, ancora al vaglio del giudice, oscillano tra 2 anni e 4 mesi e 2 anni e 6 mesi di reclusione.

I nomi chiave dell’indagine

Tra gli indagati figurano Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, indicati dagli inquirenti come i presunti organizzatori e gestori del meccanismo illecito. Verso il patteggiamento anche Antonio Scinocca e Antonino Parise, rispettivamente legale rappresentante e socio della Elysium Group, attività commerciale ritenuta centrale nel flusso finanziario oggetto dell’inchiesta. Coinvolto inoltre Andrea Piccini, ex socio della stessa società.

L’indagine è coordinata dai pubblici ministeri Roberta Amadeo e Paolo Filippini, con il supporto della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza.

La posizione dei calciatori coinvolti

Sul fronte sportivo e disciplinare, i calciatori coinvolti stanno progressivamente definendo la propria posizione attraverso il pagamento di sanzioni pecuniarie, strumento che consente l’uscita dal procedimento penale. Fa eccezione la situazione di Nicolò Fagioli e Sandro Tonali, per i quali l’accusa è più articolata.

Secondo gli inquirenti, infatti, ai due non viene contestato soltanto l’aver scommesso su piattaforme illegali, ma anche il presunto ruolo di promozione di quei siti, insieme ad altri compagni di squadra, aggravando così il quadro accusatorio.