L’attaccante bianconero racconta l’impatto con la Serie A, il retroscena di mercato con il Napoli, la concorrenza in attacco e il rapporto con Luciano Spalletti nell’intervista a La Repubblica.
Juventus, David: “Napoli? C’è stato un contatto, ma… Qui non si arriva mai sazi”
Dopo un avvio complesso, fatto di adattamento e aspettative elevate, Jonathan David sta progressivamente conquistando un ruolo centrale nella Juventus di Luciano Spalletti. Arrivato a Torino a parametro zero dal Lille, l’attaccante canadese ha dovuto fare i conti con una realtà tattica molto diversa rispetto alla Ligue 1, ma oggi appare sempre più integrato nel progetto bianconero.
L’impatto con la Serie A: meno spazi, più tattica
David non nasconde le difficoltà iniziali incontrate nel calcio italiano: “In Serie A ci sono pochi spazi e quasi tutti giocano uomo contro uomo: a questo non ero abituato. In Francia il gioco è più aperto, qui invece la fase difensiva è dominante e ogni dettaglio fa la differenza”.
Un cambio di paradigma che ha richiesto tempo, studio e applicazione quotidiana, elementi che l’attaccante considera fondamentali per crescere in un contesto altamente competitivo come quello juventino.
Il retroscena di mercato con il Napoli
Alla vigilia della sfida contro il Napoli di Antonio Conte, David ha confermato un importante retroscena di mercato: “È vero, in estate ho parlato con il Napoli. Ma ho scelto la Juventus perché qui c’è un progetto ambizioso e strutturato. È una decisione che rifarei senza esitazioni”.
Parole che chiariscono la volontà del giocatore di legarsi a un percorso di lungo periodo, senza rimpianti. Sul match contro gli azzurri aggiunge: “È una partita chiave per entrambe. Non sappiamo ancora dove potremo arrivare, ma una cosa è certa: alla Juve non ci si accontenta mai”.
Pressione, critiche e mentalità vincente
Nel corso dell’intervista a La Repubblica, David ha affrontato anche il tema delle critiche e dei fischi ricevuti nei momenti più complicati: “Capisco le aspettative dei tifosi, sono abituati a grandi campioni. Cerco di non farmi condizionare. In spogliatoio ne abbiamo parlato: la soluzione è restare uniti, concentrati e continuare a lavorare”.
Una mentalità pragmatica, consapevole che in un club come la Juventus il tempo non è un alleato: “Io posso essere paziente, la Juve no. Qui i risultati sono un obbligo. Per questo provo ad accelerare il mio percorso: lavoro, lavoro, lavoro”.
Concorrenza in attacco e possibile arrivo di En-Nesyri
Il mercato bianconero resta attivo e il nome di En-Nesyri è sempre più vicino a Torino. David non teme la competizione: “Non sono venuto qui per sentirmi intoccabile. Il posto si conquista con le prestazioni. Posso giocare da solo o con un’altra punta, non è un problema. L’importante è conoscersi e migliorare insieme”.
Un messaggio chiaro anche in vista delle possibili partenze estive di Vlahovic, Openda e Milik, che potrebbero ridisegnare l’attacco juventino.
Il rapporto con Spalletti
Infine, un passaggio sul tecnico bianconero: “Non mi ha mai detto direttamente di essere più feroce, ma mi mostra i video, mi spiega cosa posso fare meglio. La ferocia serve sempre, ma dipende anche dai momenti e dalla fiducia”.
Un rapporto basato sul confronto e sulla crescita tecnica, che sembra stia dando i suoi frutti.



