La Juventus firma una delle prestazioni più convincenti della sua stagione e travolge il Napoli con un netto 3-0 nel big match della 22ª giornata di Serie A.
Così si fa dura. Pochi uomini, poche idee, Juve dominante: Spalletti si “vendica”, Napoli in panne
All’Allianz Stadium non c’è mai stata partita: i bianconeri di Luciano Spalletti impongono ritmo, intensità e qualità dal primo all’ultimo minuto, conquistando tre punti pesantissimi che riaprono scenari importanti nella lotta ai vertici della classifica. Nel primo tempo, su un cross dalla destra Hojlund è in anticipo e Bremer si aiuta con una trattenuta. Mariani non fischia e il Var non interviene, ma restano molti dubbi
Approccio feroce e vantaggio immediato
La Juventus entra in campo con un atteggiamento aggressivo e autoritario, prendendo subito il controllo del gioco. Dopo appena 21 minuti arriva il primo segnale concreto: Thuram colpisce il palo, confermando la superiorità territoriale dei padroni di casa. È il preludio al vantaggio che si materializza un minuto più tardi.
Al 22’, Manuel Locatelli inventa un assist illuminante per Jonathan David: l’attaccante canadese protegge palla, resiste al contrasto di Spinazzola e batte Meret con freddezza. Per il portiere azzurro si tratta del rientro tra i pali dopo il lungo stop iniziato il 28 settembre 2025, complice l’assenza di Milinkovic-Savic per un problema muscolare.
La Juventus sfiora immediatamente il raddoppio con Conceição, fermato solo da un intervento provvidenziale di Buongiorno sulla linea di porta. Il Napoli fatica a reagire e chiude il primo tempo in affanno, rischiando anche un calcio di rigore per un contatto tra Bremer e Hojlund, giudicato regolare dall’arbitro Mariani. Restano i dubbi, ma tant’è.
Ripresa: il Napoli ci prova, la Juventus colpisce
Nella seconda frazione la squadra di Antonio Conte tenta di alzare il baricentro e aumentare la pressione, approfittando di un fisiologico calo dei bianconeri. Il tecnico azzurro inserisce anche Giovane, appena arrivato dal Verona, per dare nuova energia alla manovra offensiva.
Tuttavia, quando il Napoli sembra poter rientrare in partita, arriva l’episodio che spezza definitivamente l’equilibrio. Al 77’ Juan Jesus perde un pallone sanguinoso, Miretti intercetta e serve Kenan Yildiz, che finalizza con precisione per il 2-0. È il colpo che chiude virtualmente il match.
Conte prova allora la carta Lukaku, al debutto stagionale, ma la risposta della Juventus è immediata e definitiva. All’86’ Filip Kostic si inserisce con i tempi giusti e firma il 3-0 che manda i titoli di coda sulla sfida. Nel finale c’è spazio anche per rivedere Gatti, ulteriore nota positiva per Spalletti.
Una vittoria che pesa sulla classifica
Con questo successo la Juventus sale a quota 42 punti, portandosi a una sola lunghezza dal Napoli, fermo a 43 e ora distante nove punti dall’Inter capolista. Per gli azzurri si tratta della quinta sconfitta stagionale in campionato, maturata in un contesto fortemente condizionato dalle numerose assenze, tra cui quella recente di Neres, partito per Londra per sottoporsi a intervento chirurgico.
Juventus-Napoli si è rivelata una gara a senso unico: maggiore aggressività, intensità superiore e una chiara identità di gioco hanno fatto la differenza. I bianconeri hanno “preso il centro del ring” fin dai primi minuti e non lo hanno mai ceduto, imponendo la propria legge calcistica.
Il momento di Spalletti e le riflessioni su Conte
L’ex allenatore azzurro ha dato a tutti un upgrade importante sia in termini tecnico-tattici che a livello di motivazione ai bianconeri. La Juventus è in crescita sotto tutti i punti di vista e – al netto dei risultati – dopo anni è tornata a essere una big vera. La Vecchia Signora cala a inizio ripresa ma porta comunque a casa la partita con ampio merito.
Antonio Conte resta, inevitabilmente, sotto osservazione. Nessuno mette in discussione il valore dell’allenatore, ma l’obiettivo minimo resta la qualificazione alla prossima Champions League. Senza quel traguardo, la stagione rischierebbe di essere accostata a una delle più deludenti del recente passato. Ha poche carte da giocarsi in panchina e il gruppo di testa vola via anche se il passivo forse è un po’ troppo severo. Il calendario offre ancora opportunità, incluso l’incrocio europeo Chelsea-Napoli, perché “tutto può ancora succedere”.
JUVENTUS-NAPOLI 3-0
JUVENTUS (4-2-3-1) – Di Gregorio 6; Kalulu 6.5, Bremer 6.5, Kelly 6.5, Cambiaso 6 (60′ Kostic 6.5); Locatelli 7 (88′ Koopmeiners NG), Thuram 7; Conceiçao 6.5 (60′ Cabal 6), McKennie 6.5, Yildiz 7.5 (88′ Gatti NG); David 6.5 (76′ Miretti 6). All.: Spalletti 7.
NAPOLI (3-4-2-1) – Meret 6; Di Lorenzo 5, Buongiorno 6, Juan Jesus 4; Gutierrez 4.5 (74′ Beukema 5), Lobotka 5, McTominay 5.5, Spinazzola 5; Vergara 5.5 (79′ Lukaku NG), Elmas 5 (70′ Giovane 5); Hojlund 5. All.: Conte 5.



