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venerdì 14 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Coppe & Europa L'ex Fiorentina torna a parlare della legge sulla formazione al primo soccorso negli istituti scolastici

Watford, Bove, l'appello sul primo soccorso nelle scuole: "Quanto vale una vita?"

"È frustrante pensare di perdere tutto il lavoro fatto"

Watford, Bove, l'appello sul primo soccorso nelle scuole: "Quanto vale una vita?"

Edoardo Bove torna su una battaglia che ha assunto per lui un significato ancora più profondo dopo quanto accaduto in campo nel dicembre 2024. L'ex centrocampista della Fiorentina, oggi al Watford, ha parlato a La Repubblica dello stallo del disegno di legge pensato insieme al senatore Lombardo per introdurre la formazione sul primo soccorso nelle scuole. Un progetto che, secondo quanto riferito dallo stesso Bove, sarebbe fermo per la mancanza delle risorse necessarie. "Io non voglio fare polemica, la politica non è il mio campo. Però mi chiedo: quanto vale una vita umana?", ha spiegato il calciatore, ponendo una domanda che va oltre il dibattito politico e riguarda direttamente la capacità di intervenire quando una persona è in pericolo.

Per Bove il primo soccorso non può essere considerato soltanto una materia aggiuntiva nei programmi scolastici. È una competenza pratica che può diventare determinante in pochi istanti. "Il primo soccorso è questione di attimi", ha sottolineato nell'intervista, richiamando l'importanza dei primi momenti dopo un arresto cardiaco e della tempestività dell'intervento. Il suo ragionamento parte da un'esperienza vissuta in prima persona, quando il 1° dicembre 2024 si accasciò improvvisamente durante Fiorentina-Inter dopo un arresto cardiaco. "In 11 minuti ero in ospedale", ha ricordato, ripercorrendo quei momenti concitati.

Da quell'episodio è nata anche una maggiore attenzione verso la necessità di diffondere una cultura del primo soccorso, soprattutto tra i più giovani. L'obiettivo del progetto legislativo è infatti quello di rendere gli studenti più consapevoli e preparati davanti a un'emergenza, attraverso una formazione che possa fornire strumenti concreti per riconoscere una situazione critica e attivare rapidamente i soccorsi.

Bove, nel parlare dello stop al provvedimento, evita di trasformare la sua posizione in uno scontro politico. "È difficile stabilire le priorità su dove posizionare i soldi: sicuramente non è il mio compito", ha ammesso. Quello che emerge, però, è la preoccupazione che un percorso costruito con l'intento di trasformare un'esperienza drammatica in un'opportunità per gli altri possa interrompersi prima di arrivare a compimento.

"È frustrante pensare che si rischia di buttare tutto il lavoro fatto", ha aggiunto. La sua richiesta, dunque, non è legata a una polemica personale, ma alla volontà di mantenere viva una proposta che punta a rendere il primo soccorso una conoscenza accessibile fin dagli anni della scuola. Dopo essere stato salvato dalla rapidità dei soccorsi, Bove ha scelto di trasformare quella vicenda in un impegno pubblico. Ora chiede che quel lavoro non venga fermato.

Andrea Fiorentino · Redattore