Caos FIFA, Infantino sempre più in difficoltà: tra dimissioni, sfiducia e il rebus delle elezioni 2027
Secondo quanto riportato da SportMediaset, il presidente svizzero si troverebbe ora davanti a due possibili strade: rassegnare le dimissioni oppure affrontare una mozione di sfiducia che, se approvata, rappresenterebbe un precedente storico.
Il futuro di Gianni Infantino alla guida della FIFA appare sempre più incerto. Dopo le dure prese di posizione di UEFA e della German Football Association contro il progetto di apertura della FIFA ai fondi di private equity, lo scenario politico all'interno della federazione internazionale si è improvvisamente complicato.
Caos FIFA, Infantino sempre più in difficoltà: tra dimissioni, sfiducia e il rebus delle elezioni 2027
Secondo quanto riportato da SportMediaset, il presidente svizzero si troverebbe ora davanti a due possibili strade: rassegnare le dimissioni oppure affrontare una mozione di sfiducia che, se approvata, rappresenterebbe un precedente storico.
La crisi nasce dalle forti contestazioni suscitate dall'ipotesi di consentire l'ingresso di capitali privati nella struttura della FIFA, proposta che ha provocato una netta frattura con diverse confederazioni continentali. Nelle ultime ore UEFA e Federazione tedesca hanno espresso pubblicamente la propria contrarietà, alimentando un clima di crescente isolamento nei confronti di Infantino.
Sul piano statutario, la procedura per una mozione di sfiducia è ben definita. Come ricostruisce SportMediaset, è necessario che almeno un quinto delle 211 federazioni affiliate presenti una richiesta scritta affinché il Consiglio FIFA convochi un Congresso straordinario. La sola UEFA, che riunisce 55 federazioni, sarebbe già numericamente in grado di raggiungere questa soglia. Una volta convocato il Congresso, l'eventuale mozione dovrebbe essere approvata con la maggioranza semplice, pari ad almeno 106 voti favorevoli.
Sempre secondo SportMediaset, l'attuale equilibrio politico potrebbe rendere il percorso particolarmente insidioso per il presidente. UEFA, Asian Football Confederation e CONCACAF rappresenterebbero complessivamente 143 federazioni affiliate, un numero teoricamente superiore alla soglia richiesta per approvare una sfiducia. Si tratta tuttavia di una valutazione basata sugli attuali orientamenti politici e non sull'annuncio di una procedura formalmente avviata.
La vicenda potrebbe avere ripercussioni anche sulle elezioni presidenziali della FIFA, previste per aprile 2027. Fino a pochi giorni fa la riconferma di Infantino per un nuovo mandato sembrava una prospettiva largamente favorita, ma il quadro potrebbe cambiare sensibilmente qualora la crisi istituzionale dovesse aggravarsi.
Tra i possibili protagonisti della futura corsa alla presidenza viene indicato Aleksander Čeferin, che, secondo SportMediaset, starebbe valutando una candidatura. Resta inoltre aperta l'ipotesi di Arsène Wenger, attuale responsabile dello sviluppo globale del calcio della FIFA e figura considerata vicina all'attuale governance, oltre a quella di Victor Montagliani.
Al momento non è stata annunciata alcuna mozione di sfiducia né una decisione da parte di Infantino sulle eventuali dimissioni. La situazione resta quindi in piena evoluzione, con il confronto politico interno alla FIFA destinato a proseguire nei prossimi mesi, mentre la scadenza per la presentazione delle candidature alla presidenza è fissata al 16 novembre 2026.
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