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Dalla Redazione: contro il Crotone per il più solido tra i traguardi virtuali

Al Napoli basterà vincere a Crotone, o quanto meno fare non peggio della Juventus di scena a Verona contro l’Hellas sabato sera, per laurearsi campione d’inverno. Un traguardo platonico, che non arricchisce il palmares e che può anche valer nulla in ottica corsa scudetto, sebbene statisticamente nell’epoca dei tre punti la squadra campione d’inverno ha poi vinto il titolo in quasi il 70% dei casi. Premesso dunque che essere lì davanti a tutti al giro di boa non vale una reale fetta di scudetto, nel caso di questo Napoli si tratterebbe dell’ennesimo indizio del fatto che quella di Sarri è diventata una squadra tricolore. Ci sono diversi motivi per continuare a pensare che la formazione da battere resti la Juventus di Allegri, punto in più in classifica o meno, ci sono però dei numeri a cui non si sfugge che attestano come ormai il Napoli, miglior squadra dell’anno solare 2017 con un turno d’anticipo, da un bel po’ di tempo a questa parte, con le sue armi, vada più forte di tutti. Laurearsi campioni d’inverno dunque di per sè non lascia niente da festeggiare, di sicuro però farà suonare l’ennesimo campanello d’allarme in casa delle avversarie e lascerà ai tifosi azzurri sensazioni positive tali da rafforzare l’idea che i tempi per il terzo scudetto possano finalmente essere maturi. 

MISSIONE COMPIUTA – Al Napoli costruito in estate veniva chiesto di non passare attraverso trasformazioni radicali. L’impressione diffusa era che qualcosa in più con il mercato si potesse anche ritoccare, ma l’idea migliore per provare a rovinare i piani alla concorrenza era scommettere sul terzo anno di un ciclo virtuoso e su di un gruppo che nel girone di ritorno dello scorso campionato era riuscito a mettere insieme un bottino di 48 punti. Inutile dire, più di ogni altro in Serie A. Riuscirà il Napoli, con la stessa rosa, a ripetere questi numeri? Questa la vera domanda della vigilia di questa stagione. Battesse il Crotone, Sarri avrebbe replicato lo stesso identico punteggio. Ancora 48, che fa 96 punti nel totale di un campionato virtuale di 38 partite a cavallo delle due stagioni. Un ruolino di marcia sensazionale, tenendo conto che la media della Juventus dei 6 scudetti è stata di 90.3, e che solo nella stagione da record con i 102 punti di Conte i bianconeri hanno fatto più di 96. (84, 87, 102, 87, 91, 91). Battendo il Crotone inoltre, oltre a vincere il secondo girone consecutivo, il Napoli avrebbe vinto il terzo degli ultimi 5, considerando anche il primato invernale del primo anno di Sarri, stagione 2015/2016. Per tre vasche delle ultime 5, il Napoli è stato superore a tutti, Juve compresa.

MA LA JUVE… – Ancora nessun trofeo, è vero, ma gli indizi ci sono tutti, nonostante gli infortuni ed i limiti di parco giocatori o di gestione dello stesso che possiamo e potremo sempre continuare ad analizzare. I numeri dicono che il Napoli sia diventato una realtà che ha nelle corde, finalmente, la conquista di questo campionato. Se quindi i tanti record della storia del club scritti nell’era Sarri sono un po’ fini a se stessi per quanto è evidente che il nostro calcio stia vivendo un momento particolare, considerando anche che tanti altri record li hanno scritti anche altre squadre, Roma in testa, i numeri nel paragone con le altre hanno invece sempre una valenza importante e se è vero che per la dimensione Napoli centrare l’obiettivo scudetto sarebbe un’impresa, è vero anche che a questo punto pure sottrarglielo, viaggiando su questi ritmi, lo sarebbe altrettanto. Gli azzurri sono padroni del proprio destino, anche la Juventus però, essendoci in programma uno scontro diretto sanguinoso il prossimo 22 di aprile che i bianconeri potranno giocare in casa avendo già vinto al San Paolo. Allegri e soci restano quindi i favoriti d’obbligo con un Napoli a cui, aspettando il girone di ritorno, manca ancora un ultimo step: i punti negli scontri diretti (solo la Roma ha fatto peggio nel mini campionato tra le 4 grandi) e soprattutto a Torino, da dove gli azzurri non hanno ancora mai portato a casa un punto da quando esiste lo Stadium. Sia da un punto di vista numerico, di proiezioni, che da un punto di vista simbolico, questo tabù va sfatato. La sensazione è che questo scudetto, come fu in occasione del primo, passerà per il Napoli da una nuova presa di Torino.

di Andrea Falco