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Insigne capitano e napoletano, l’ultimo fu Paolo Cannavaro

Insigne

INSIGNE CAPITANO NAPOLI – Il Corriere dello Sport di oggi si sofferma su Lorenzo Insigne, che di fatto diventa il nuovo capitano del Napoli. La fascia torna così sul braccio di un napoletano, come non accadeva dai tempi di Paolo Cannavaro.

Un capitano del popolo

La cessione di Hamsik al Dalian in Cina ha provocato un vero terremoto a Napoli. Ma tra le tante conseguenze ce ne sarà una bella, Lorenzo Insigne diventa a tutti gli effetti il nuovo capitano azzurro.

Con la fascia, che troverà dimora stabile sul braccio del numero 24, il capitano sarà di nuovo un napoletano. Un uomo del popolo, per una squadra del popolo. Un giocatore nato e cresciuto in città con l’azzurro nel cuore, come non accadeva dall’addio di Paolo Cannavaro. Un qualcosa di significativo per la tifoseria, ma soprattutto per Insigne, che si è fatto tatuare sulla pelle una sua immagine da bambino, con indosso la maglia del Napoli mentre guarda il San Paolo. Insomma, un attaccamento alla maglia più grande di così è difficile da immaginare.

Oggi pomeriggio si chiuderà quasi un cerchio per Il Magnifico, perché la sua carriera al Napoli sembra segnata da un filo viola. La Fiorentina infatti, avversario dei partenopei quest’oggi, sembra segnare il destino di Lorenzo in azzurro. La Viola è una delle vittime preferite di Insigne, visto che si è fatta infilzare dall’attaccante di Frattamaggiore ben 6 volte. Di queste, però, 2 reti hanno un significato particolare, visto che Insigne le mise a segno nella finale di Coppa Italia vinta dal Napoli nel 2014. Proprio in quell’anno Lorenzo visse uno dei momenti più difficili della sua carriera, il terribile infortunio rimediato proprio nella casa della Fiorentina, lo Stadio Franchi. Lo stesso impianto dove oggi diventerà primo capitano della squadra.

Sempre il club toscano segna un altro momento duro della storia di Insigne nel Napoli: l’oramai celebre sconfitta per 3 – 0 subita lo scorso anno a Firenze. Disfatta che  segnò la fine del sogno scudetto per la squadra allenata all’epoca da Sarri.

Un cerchio che si chiude, come dicevamo, con una circonferenza tinta di viola. Una storia lunga, tra alti e bassi. Sicueramente, però, la pagina di oggi ne rappresenterà una delle più di sempre per Lorenzo.