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Le quattro giornate di Napoli, il punto

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LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI Chi semina vento raccoglie tempesta. Ed è lapalissiano che le colpe maggiori ricadano in ordine d’importanza su presidente, allenatore e squadra. I senatori si son fatti sentire, il ritiro boicottato che sarebbe durato fino a stamane. La crepa si è aperta nel bel mezzo di una crisi di risultati, per il gruppo che non ha per niente gradito il provvedimento provando a far sentire il proprio dissenso. E poi il caos.

Le quattro giornate di Napoli, il punto della settimana appena trascorsa

Mercoledì – Dopo il match con il Salisburgo, la squadra insorge contro la decisione del presidente di confermare il ritiro. Insigne, Allan, Mertens, Callejon e Ghoulam guidano la rivolta. Vanno tutti a casa, eccezion fatta per Ancelotti che con il suo staff raggiunge Castel Volturno. De Laurentiis rimane nell’albergo sul lungomare e valuta il da farsi. Intanto l’allenatore di Reggiolo dirige l’allenamento al termine del quale i calciatori confermano la ferma intenzione di non restare in ritiro e lasciano il centro sportivo. Scatta il silenzio stampa.

Giovedì – La società conferma gli allenamenti a porte aperte al San Paolo: una prima contestazione avviene all’esterno degli spogliatoi, fuori lo stadio è una baraonda. La seconda è ancor più incalzante, con i giocatori in campo per allenarsi. Insigne il più contestato, mentre la gente applaude Ancelotti.

Venerdì – Di buon mattino, in alcuni punti nevralgici della città vengono sistemati striscioni della curva A, dai toni risentiti. I giocatori restano in ritiro, alla vigilia della partita contro il Genoa.

Sabato – Il Napoli non trova l’unico risultato che consentirebbe un po’ di serenità, sotto porta non trova lucidità e non va oltre lo 0-0 contro il grifone genoano. Insigne, il giocatore simbolo di una stagione sin qui deludente, rivela subito i pensieri in disordine di un Napoli che dovrà rifugiarsi nella diaspora dovuta alle nazionali e alla fine di una settimana che porta strascichi tremendi.