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Calciomercato: Argentina, nel Banfield giocano una nuova ‘Joya’ e l’erede di Tagliafico

Tra gennaio e febbraio, si è giocato in Colombia il torneo preolimpico tra le nazionali Sudamericane Under-23. A vincerlo, è stata l’Argentina del CT Fernando Batista, che insieme al Brasile ha strappato il pass per Tokyo 2020. Tra i protagonisti della competizione tanti giovani talenti già reclamizzati e noti agli osservatori dei grandi club, come l’ex Boca Juniors Alexis Mac Allister, l’attaccante del San Lorenzo Adolfo Gaich, già seguito da Bologna e Lazio l’estate scorsa, e il talentuosissimo trequartista del Racing Matias Zaracho, che piace tanto alle milanesi.

Se guardiamo però la lista dei giocatori più utilizzati dal CT Batista, tra i soli tre calciatori di movimento che hanno giocato tutti i minuti del torneo, figura il terzino sinistro classe ’97 Claudio Bravo, di proprietà del Banfield.

MI MANDA DATOLO: IL BANFIELD UNA VERA E PROPRIA FUCINA DI TALENTI

Il Banfield è attualmente quindicesimo nella classifica del campionato argentino, ma ha una particolarità: è la formazione della Superliga che mediamente più utilizza i prodotti del suo settore giovanile nell’11 titolare. Tanti ragazzi di grande prospettiva si fanno ogni settimana le ossa al fianco di pochi veterani, che conosciamo tutti molto bene: l’ex del Napoli Jesus Datolo, l’ex Palermo Nicolas Bertolo e da qualche settimana anche l’ex di Juve, Roma e Inter Pablo Daniel Osvaldo. Tra questi ragazzi, c’è come detto il terzino Claudio Bravo e soprattutto il fantasista Agustin Urzi (2000).

 
“I campioni sono tornati!” Dalla pagina ufficiale del Banfield lo speciale sull’esperienza al preolimpico dei due gioielli biancoverdi Claudio Bravo e Agustin Urzi.
Tra loro anche il portiere titolare della rappresentativa Facundo Cambeses, altro tesserato del Banfield.

 

“CLAUDIO BRAVO IL NUOVO TAGLIAFICO, MA CON PIU’ FORZA E QUALITA'”

Il talento di Claudio Bravo ha impressionato diversi addetti ai lavori nel corso del torneo preolimpico: “Appena ha avuto un’occasione in prima squadra, non ha più lasciato il posto da titolare  e questo gli è accaduto anche con la nazionale di categoria – ci spiega Fabian Jersak, giornalista argentino che segue il Banfield da tutta una vita – è un giocatore che ha tanta qualità tecnica e propensione offensiva, ma anche tanta corsa e quantità. E’ straordinario nel ribaltare l’azione da difensiva a offensiva e viceversa. L’esperienza con la nazionale giovanile gli ha permesso di farsi notare e adesso credo sia destinato a lasciare il Banfield o per una grande argentina o per un salto diretto verso il calcio europeo”.

Secondo molti, il classe ’97 è l’erede designato di Nicolas Tagliafico: “E’ chiaro che questa suggestione è presente in tutti noi ricordando come giocava Tagliafico quando era al Banfield alla sua età”, spiega ancora Jersak.

Un ex dirigente del Banfield, che adesso lavora in un club maggiore e che Bravo ha provato senza successo a prenderlo nell’ultimo mercato, nel presentarci il terzino va anche oltre: “Secondo me diventerà più forte di Tagliafico. Ha caratteristiche simili, ma è dotato di maggior fisicità e soprattutto di maggior qualità tecnica. Io credo che sarebbe già pronto anche per il Napoli” ci racconta in una chiacchierata disinteressata a microfoni spenti.

NON SOLO BRAVO, NEL BANFIELD C’E’ ANCHE E SOPRATTUTO “LA JOYA” AGUSTIN URZI: “UNO DEI PIU’ GRANDI TALENTI DEL CALCIO ARGENTINO”

Se il talento di Bravo è una piacevole nuova conoscenza ancora tutta da scoprire, diverso è il nome che già è riuscito a farsi il suo compagno di club e di nazionale Agustìn Urzi. Esterno d’attacco tutto mancino classe 2000, soprannominato “La Joya” come Dybala, Urzi è pura magia, e alla tenera età di 19 anni già disegna calcio tra i più grandi, tanto da meritarsi di essere considerato uno dei più grandi talenti emergenti in assoluto del calcio argentino: “Ho avuto la fortuna di conoscere Agustin dai primissimi passi mossi nel settore giovanile – ci racconta quasi calcisticamente innamoratone il collega argentino – da sempre trovo ammirabile in lui, oltre alla qualità che ha, questa incredibile fame e voglia di vincere che lo contraddistinguono”.

Agustin Urzi è un ragazzo con una personalità speciale, forse ne ha pure troppa. Anche essendo alto solo 1.68 ha un gioco molto fisico, con una grande conclusione dalla distanza e delle qualità che hanno stregato un certo Hernan Crespo, che nel periodo in cui è stato allenatore del Banfield l’ha lanciato in campo e non l’ha più tolto. Adesso, con il nuovo tecnico Falcioni gli è stata confermata la titolarità, e il classe 2000 ha costretto Bertolo alla panchina. Non una cosa banale, considerando la storia dell’ex rosanero che da quelle parti è un’istituzione. Urzi, che tra l’altro ha anche passaporto italiano, più che una scommessa, è una certezza. Chi lo prende oggi fa un affare, perchè comprarlo allo step successivo potrebbe costare molto molto, troppo caro.

 
Super gol di Urzi al torneo preolimpico contro la Colombia

Non solo Boca e River insomma, in Argentina c’è tanto altro da cui attingere. Ed è troppo tempo, praticamente dal dopo Higuain, che la lunga tradizione di talenti argentini con la maglia azzurra è stata interrotta. Quale migliore occasione per rifocillare questo connubio con il Napoli che in estate cercherà sicuramente giocatori proprio nei ruoli naturali di Bravo e di Urzi?

di Andrea Falco