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AZZURRO SBIADITO – Nicola Zanini, l’ultimo campione dell’ultimo Napoli

Nicola Zanini
Zanini in una conferenza stampa come tecnico dell'Este - FOTO: YouTube
Azzurro Sbiadito, episodio 12: Nicola Zanini, il fantasioso calciatore che fu chiamato a risollevare le sorti di un Napoli ormai morente

Azzurro Sbiadito è la rubrica nella quale si raccontano le carriere di calciatori che nel Napoli non solo non hanno lasciato un segno positivo ma che, anzi, vengono ricordati soprattutto per prestazioni negative o incolori. Potenziali campioni che invece si sono rivelati degli acquisti infelici.

Estate del 2004. Dopo un mediocre campionato di Serie B, la Società Sportiva Calcio Napoli, sommersa dai debiti, fallisce. Riparte, grazie al Lodo Petrucci (che premia i meriti sportivi), dalla Serie C e non dal dilettantismo, con una nuova denominazione: Napoli Soccer. Da lì in poi, come si suol dire, “il resto è Storia”. Una storia diversa, quella dell’Era De Laurentiis (ancora in corso), che ne aveva chiusa un’altra. Fatta di trionfi, successi, gioie. Ma anche di momenti molto difficili. Uno dei protagonisti di quell’ultima stagione azzurra, Nicola Zanini, rappresenta forse al massimo il Napoli di quel periodo: una singolarità bella in un contesto sbagliato.

Azzurro Sbiadito, episodio 12: Nicola Zanini

La stagione 2003/2004 doveva segnare un rilancio del Napoli (a mente fredda, in realtà, praticamente impossibile) dopo una stagione precedente nella quale gli azzurri avevano rischiato addirittura di retrocedere in Serie C, salvandosi aritmeticamente soltanto alla penultima giornata. La campagna acquisti di quel mercato, in realtà, fu tutt’altro che scontata, anche se ovviamente non esaltante. Vennero infatti acquistati giocatori di grande esperienza, che conoscevano bene la categoria e che si sperava potessero traghettare una squadra ambiziosa ma timorosa. Tra gli altri, a Napoli arrivarono Renato Olive, Massimo Carrera (ex secondo di Conte alla Juventus), Vittorio Tosto (che si rivelerà uno dei migliori in quell’annata maledetta), Gianluca Savoldi (che pareva il vero colpo di mercato del Napoli) e il fratello d’arte Massimiliano Vieri. E, come detto, anche Nicola Zanini.

L’anno precedente, dopo una carriera che lo aveva visto vestire anche maglie importanti come quelle di Juventus, Atalanta, Verona e Sampdoria, Zanini aveva vissuto forse la miglior stagione della sua storia nomade nel calcio. Era stato infatti eletto miglior giocatore della Serie B, dopo aver fatto fuoco e fiamme con la maglia della Triestina. Arrivato in prestito dal Como, gioca 32 partite segnando 7 reti e manifestandosi costantemente come uno dei migliori in campo. Il Napoli lo acquista credendo di poter dare a lui e a Rubens Pasino le chiavi della trequarti, con mister Agostinelli che avrebbe dovuto catechizzare la squadra.

Aspettative illusorie

La stagione però è un pacato riflesso di quello che ci si aspettava. Il Napoli fatica da morire, a novembre Agostinelli viene esonerato e rimpiazzato da Simoni. Il Napoli chiuderà al 13° posto in classifica. E Zanini, pur giocando 36 partite e segnando 5 reti, non sembra mai essere realmente decisivo. L’estate porta distruzione: il Napoli non esiste più. E la carriera di Zanini, ovviamente, trova sfogo altrove.

Particolarmente sfortunata sarà la stagione successiva, al Genoa. Non per l’annata in sé, bensì per la sua conclusione. Zanini segna lo stesso numero di gol fatti con il Napoli (tra cui uno straordinario gol di tacco contro l’Empoli) ma con due presenze in meno, contribuisce attivamente alla promozione del club in Serie A. Che però viene revocata a causa della famigerata vicenda dell’illecito sportivo che coinvolse i vertici societari. Successivamente finisce all’Ascoli e al Vicenza senza mai incidere, addirittura conclude la sua carriera nelle bassissime categorie: prima firma con l’Albignasego, poi appende gli scarpini al chiodo dopo una stagione in Eccellenza con il rinato Treviso.

Adesso Zanini fa l’allenatore: è in carica all’Este, dopo aver allenato anche il Vicenza. Nemmeno lui riuscì a risollevare le sorti di un Napoli che, in fondo, aspettava soltanto la fine. E che poi è tornato a splendere. Chissà se le strade degli azzurri di Zanini si potranno incrociare di nuovo, dopo un anno difficile che ha lasciato a tutti un po’ di amaro in bocca.

AZZURRO SBIADITO, EPISODIO 11: MICHU

Claudio Agave

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