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Osimhen, dalla Francia: “Un mix tra Mertens e Milik. Ceduto dopo un solo anno, ma non è una sorpresa, ecco perché” [ESCLUSIVA]

Osimhen
L'arrivo di Osimhen a Napoli è stato salutato con entusiasmo ma pure con qualche dubbio: ne abbiamo parlato con il collega francese Cèdric Canale

L’arrivo di Victor Osimhen a Napoli è stato salutato con evidente entusiasmo da molti tifosi azzurri e da svariati addetti ai lavori ma pure con qualche dubbio da parte di alcune persone. Non solo per quanto concerne la spesa effettuata dal Napoli per il giocatore ma anche e soprattutto per l’effettiva qualità della sua condizione calcistica. Il campo darà le risposte necessarie. Nel frattempo, la nostra redazione ha intervistato il giornalista francese Cèdric Canale di Sudouest Bordeaux per conoscere meglio il nuovo attaccante azzurro.

Osimhen, dalla Francia: “Un mix tra Mertens e Milik. Cessione dopo un anno? Nessuna sorpresa, ecco perché” [ESCLUSIVA]

L’operazione è stata sorprendente anche per via del prezzo, si diceva. Non sempre infatti la proprietà azzurra è arrivata a spendere cifre del genere e, non a caso, ora Osimhen è l’acquisto più costoso nella storia del club. “Il Napoli l’ha pagato tra i 70 e gli 80 milioni, il prezzo è una sorpresa più che altro perché il giocatore ha fatto solo una stagione in Francia. Poi con il COVID-19 il mercato sembrava poter essere più calmo e a basse cifre“, spiega Canale.

“Quando Osimhen è arrivato in Francia per 12 milioni dal club belga dello Charleroi (che a sua vola l’aveva preso dal Wolfsburg per 3,5 milioni) era un attaccante poco conosciuto. Però, al tempo stesso, si era costruito una buona reputazione sia tramite il percorso nella Nazionale giovanile che in Belgio”. I dubbi, insomma, erano presenti anche quando il ragazzo arrivò al Lille. Dubbi però immediatamente spazzati via: “Osimhen ha segnato sin dalla sua prima partita. Addirittura nelle prime 9 partite di Ligue 1 fece 9 gol e 2 assist. Inoltre ha segnato praticamente in tutte le competizioni, timbrando per 18 volte di cui 2 in Champions League”.

Dopo appena una stagione il Lille lo ha già ceduto. Ma in Francia nessuno si è stupito della cosa: “La sua partenza dopo un anno non è stata una sorpresa perché il Lille ha creato in questi anni un modello economico basato sul player trading. Non è il primo colpo del genere che Luis Campos (il DS del Lille, ndr) porta a conclusione. Come fatto con Pépé l’anno precedente, anche in quest’estate il Lille aveva bisogno di una cessione per mantenere un equilibrio di bilancio. Peraltro anche il Lille, come il Napoli, non giocherà in Champions nella prossima stagione ma in Europa League. Di conseguenza è stato un sacrificio calcolato”.

Nonostante il poco tempo a disposizione, l’allenatore del Lille ha avuto un ottimo rapporto con il ragazzo, come spiega sempre Canale: “Christophe Galtier ha sempre detto che prima di essere un giocatore era un grande compagno di squadra per gli altri, oltre che un ottimo marcatore. Di lui ha sempre apprezzato l’attacco della profondità e dello spazio ma pure la grande capacità di saper stare nell’area di rigore”.

Vale dunque la pena anche analizzare Osimhen dal punto di vista tattico: “Al Lille ha quasi sempre giocato come prima punta nel 4-2-3-1 o 3-4-2-1 di Galtier, al massimo un paio di volte ha operato come ala sinistra. C’è da dire che ha giocato anche in coppia con Remy quando è stato provato il 4-4-2. Io l’ho visto giocare allo stadio durante un Lille-Bordeaux di fine ottobre, terminato 3-0. In quell’occasione non aveva segnato ma aveva già mostrato le sue qualità fisiche e tecniche, oltre che una velocità che gli ha consentito di creare spazi per sé stesso e i compagni per tutta l’ora in cui è stato in campo”.

Ma dunque, in conclusione, come potrebbe integrarsi un giocatore come Osimhen nel Napoli di Gattuso? “Sicuramente è un profilo molto diverso da Mertens e Milik. Diciamo che è una via di mezzo tra i due per quanto riguarda la velocità e il fisico. Lo si può immaginare bene nel 4-3-3 con Insigne e Politano (o Callejon, se restasse). Potrebbe però anche giocare all’altezza della trequarti offensiva in un 4-2-3-1″.

Claudio Agave

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