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Il legale Grassani: “Le motivazioni hanno indignato. Ora c’è il terzo tempo davanti al CONI”

Mattia Grassani

Il legale della Ssc Napoli, Mattia Grassani, è intervenuto a ‘Radio Goal’, trasmissione in onda su Radio Kiss Kiss Napoli, soffermandosi ancora sulla sentenza che ha ribadito il 3-0 a tavolino nella gara non disputata a Torino, tra Juventus e Napoli. Le motivazioni della sentenza hanno suscitato indignazione e le parole utilizzate sono state eccessivamente pesanti secondo l’avvocato Grassani. Il prossimo passo per il Napoli sarà il CONI, dinanzi al quale la società di ADL metterà nuovamente in discussione in verdetto dato dalla sentenza di secondo grado. Intanto ADL dà ordine di procedere e non si arresta il Napoli, dinanzi ad esiti che percepisce come ingiusti.

Il legale Grassani: “Le motivazioni hanno indignato. Ora c’è il terzo tempo davanti al CONI”

“Le motivazioni scritte hanno fortemente indignato tutto l’ambiente societario e non condivido assolutamente e mai mi sarei aspettato queste motivazioni in una sentenza di secondo grado. Qui la sentenza di secondo grado ha ricavato un quadro ancora più grave rispetto a quello illustrato dal giudice sportivo. Sono state parole pesanti, che non si conciliano con lo spirito con cui la SSC Napoli ha affrontato quel weekend. In nessun ambito la SSC Napoli, da quando c’è De Laurentiis, si è mai comportata come si sente dire: slealtà sportiva, preordinazione e gli altri sono termini che non ci appartengono”.

Si è arrabbiato anche De Laurentiis? “Eufemisticamente parlando, rispondo affermativamente”.

E’ in atto uno scontro istituzionale tra Giustizia Sportiva e Ordinaria? “Questo non dovrebbe mai avvenire perché esiste un principio della gerarchia, rispetto al quale l’ordinamento calcistico ha delle sue regole proprie che applica, ma in armonia con le norme sovraordinate. Siamo arrivati ad avere un obbrobrio giuridico con due verità e due sentenze, quando invece dovrebbe essere una sola. Le ASL sono le uniche autorità preposte a gestire i casi Covid. Se si è arrivati a questo punto vuol dire che qualcosa non ha funzionato”.

Quali sono i prossimi passi? “Al CONI affronteremo ancora il tema dello 0-3 a tavolino, quindi se sono state applicate correttamente le norme, qual è la norma prevalente. Questo sarà il nostro terzo e ultimo tempo che può ancora ribaltare fondatamente lo 0-3 a tavolino. Passando al Tar, di fatto se c’è stato errore da parte di giudici sportivi il club può avere al massimo un risarcimento. Poi al Consiglio di Stato saranno esaminate nel merito”.

Sui tamponi annullati: “Facciamo ordine. Il Napoli termina la seduta di rifinitura della vigilia, è in procinto di salire sul pullman per Capodichino. Alle 18.25 arriva il diktat della Regione Campania, che vieta la partenza. Allora il Napoli disdice l’aereo per Torino e ovviamente i tamponi, salvo poi esser pronto sia a riproporsi per il viaggio e i tamponi al giorno dopo. Non posso tenere bloccato un laboratorio se a quel momento ho la certezza di non poter viaggiare”.

Ancora sugli step della battaglia legale. “Un primo e secondo tempo col Napoli soccombente, ora c’è il terzo tempo davanti al CONI. Al TAR e al Consiglio di Stato hanno circoscritto l’ambito di operatività limitandoli ad una pronuncia risarcitoria. Per paradosso il TAR potrebbe accertare l’errore dei giudici sportivi ed emettere di pagare i danni al Napoli e ridiscutere l’andamento di quella partita”.

Il Napoli teme altre sanzioni? “Le indagini della Procura Federale le abbiamo seguite passo passo e la collaborazione è stata massima. La documentazione richiesta è stata prontamente messa a disposizione. Escludo che possano esserci altre irregolarità e meno che mai altre penalizzazioni per il club azzurro”.

Nella memoria difensiva ha fatto presente che si era dinanzi ad una settimana di eccezionalità post-Genoa? “Il dibattimento è durato circa 1,30 -1,40 ore. Eravamo solo noi del Napoli e i giudici. La Juventus non ha mai preso parte né al primo né al secondo grado. Che quella settimana fosse assolutamente sui generis è stato detto ma anche documentate. La partita col Genoa è stata clamorosamente alterata a causa di una gestione sbagliata. Abbiamo fatto presente anche come il 3 e il 4 ottobre il club si trovasse in una situazione in cui la Campania era al primo posto della classifica dei contagi e questo le ASL lo facevano. L’obiettivo di ASL e Regione Campania era quello di tutelare la salute pubblica, che è una cosa superiore. Questo tipo di contraddittorio si è risolto dinanzi alla Corte Sportiva d’Appello. Peccato non abbia avuto gli esiti sperati”.

De Laurentiis ha preso in considerazione l’ipotesi di lasciar stare? “La escludo. Il mandato che noi abbiamo ricevuto è quello di procedere, poi è ovvio che la decisione ultima spetta alla proprietà. Noi siamo già in stato avanzato per la stesura del ricorso al CONI”.

Tutti i club e la FIGC sono contro De Laurentiis? “Questo non lo so perché esula dal mio ambito di competenza e attiene alla politica sportiva. L’ipotesi di un cartello compatto dei club e di un organismo contro un altro club per ragioni legate ad un bene sensibile come la tutela della salute pubblica mi sembra un’ipotesi azzardata. Ma non ho competenze per dire altro”.

Sta lavorando tanto in questo periodo: state operando anche per il rinnovo di Gattuso? “A Napoli il lavoro non manca mai. Firma in settimana? Non dovete chiederlo a me, io sono un tecnico”.

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