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Il Fatto Quotidiano: il Covid-19 circolava in Italia già da settembre

Coronavirus

Il Covid-19 è il gran nemico del 2020. L’Italia ha affrontato in maniera eccellente la prima ondata, con sacrifici e un elevatissimo numero di decessi. Il lockdown generalizzato di marzo ha permesso un abbassamento importante della curva dei contagi, fino a consentire agli italiani un’ estate simil-normale. Poi a settembre, il virus ha ricominciato a circolare in maniera prepotente, arrivando a far registrare cifre da capogiro in termini di contagiati, anche i morti sono tornati a crescere e la pressione ospedaliera, in molte regioni dello stivale, è diventata a dir poco incontenibile. Oggi l’Italia è divise in fasce colorate, cinque regioni soltanto sono interessante da un rischio moderato, le altre invece si collocano in zona arancione e rossa, che rispettivamente indicano un rischio medio-alto e altissimo. Come è cambiato il volto dell’Italia con l’avvento del Covid-19? Ma soprattutto, quando questo virus ha fatto ingresso in Italia? Uno studio tutto italiano ha dato un’interessante risposta: il Covid-19 ha iniziato a circolare nella penisola già da settembre 2019.

Il Fatto Quotidiano: “Il Covid-19 circolava in Italia già da settembre”

Il Fatto Quotidiano: “Si tratta di risultati inattesi, pubblicati sulla rivista Tumori Journal, e nati da una ricerca che inizialmente aveva tutto un altro scopo. Il progetto ha portato all’arruolamento, da settembre 2019 a marzo 2020, di 959 volontari sani sottoposti a Tac spirale ai polmoni e analisi del sangue. Oltre 100 pazienti sono risultati positivi al test sierologico”.

Racconta al fattoquotidiano.it Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano (Int): “Ci stavamo occupando del progetto ‘Smile’, uno studio sostenuto dalla Fondazione Airc (Associazione italiana ricerca sil cancro), al centro del quale c’è lo screening per il tumore al polmone su persone sane con l’obiettivo di verificare se con la Tac spirale toracica e l’analisi di alcuni marcatori nel sangue è possibile anticipare la diagnosi di un carcinoma polmonare”.

Prosegue Pastorino: “Poi c’è stato il lockdown e il nostro progetto è stato messo momentaneamente in stand-by. In attesa di riprendere il nostro lavoro, abbiamo deciso di usare quello che avevamo per capire qualcosa di più su questo nuovo coronavirus. Così – continua – abbiamo riguardato le immagini della Tac che avevamo, notando su alcuni soggetti segnali deboli di lesioni subsolide, compatibili con Covid-19”.

Emiliana Gervetti

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