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GdS su Milik – Il polacco ancora fuori rosa ma il suo ingaggio incide non poco sul bilancio azzurro

Milik

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ritaglia spazio alla forzata convivenza in casa Napoli con Arek Milik. Dopo la gara contro lo Spezia di Italiano, gli azzurri di Rino Gattuso versano in uno stato emotivo poco tranquillo. I dati parlano chiaramente. La formazione azzurra segna poco, nonostante sia prima per tiri in porta (287) e per le occasioni create. Il quotidiano sportivo, poi, opera un pretestuoso interrogativo: “Con Milik è autolesionismo”?

GdS su Milik – Il polacco ancora fuori rosa ma il suo ingaggio incide non poco sul bilancio azzurro

“Uno dei problemi è quello di trovare un finalizzatore. Uno che la butti dentro senza se e senza ma. Logico che quando le cose non funzionino nel calcio, gli assenti abbiano sempre ragione. E così torna fra i tifosi la discussione su cosa poteva essere questa squadra con Arek Milik in organico, e non isolato nei suoi allenamenti a Castel Volturno, in orario diverso dai vecchi compagni di squadra”

La “maledetta primavera” e il divorzio in casa con Milik

La Gazzetta dello Sport prova a ricostruire la storia azzurra degli ultimi mesi, la “maledetta primavera”. La difficile situazione di Milik, che vive ancora come separato in casa con il Napoli e gli acquisti fatti dal club azzurro di altri attaccanti, come Osimhen e Petagna. Di seguito, dunque, nel dettaglio quanto riportato dal quotidiano sportivo:

“Per capire come si sia arrivati a questa situazione da separati in casa bisogna riavvolgere il nastro e andare indietro alla primavera scorsa, quando società e agente discutevano sul rinnovo del contratto, in scadenza a giugno. Il Napoli arrivò a offrire 4 milioni netti più bonus al procuratore David Pantak, che rifiutò anche per una questione di clausole rescissorie. E comunque – senza prendere le parti di alcuno – alla fine l’accordo non si trovò e Arek disse in maniera chiara di non voler restare.

Logico che a quel punto il Napoli abbia cercato un nuovo centravanti, investendo su Victor Osimhen, partito bene nel campionato italiano a soli 21 anni, e costato 50 milioni di euro. Dopo quel “no” il Napoli convinse anche Dries Mertens a restare, mentre aveva anche già preso a gennaio Andrea Petagna, terzo centravanti. Oggettivamente il ruolo era più che coperto, considerando che in organico c’è pur sempre un altro “nove” esperto come lo spagnolo Fernando Llorente. Che poi una serie di infortuni (Osimhen manca da due mesi, Mertens quasi da uno) abbiano complicato i piani questo è abbastanza evidente. Così come valutando che Petagna ha segnato tre gol partendo dalla panchina, come centravanti di scorta va pure bene. E la squadra azzurra comunque con 32 gol ha segnato come la Juve.

Siamo sicuri che Milik in questo Napoli non avrebbe rischiato le figure non eccellenti di un Llorente in campo per pochi minuti e che non può avere la bacchetta magica? Manca la controprova, ma il Milik del campionato post lock-down ha segnato solo 2 gol in 10 gare, proprio perché con la testa era già partito”.

Emiliana Gervetti

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