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Hellas Verona, Setti: “Juric perfetto per noi. Non lo cambio nemmeno per Guardiola o Mourinho”

Il presidente scaligero Maurizio Setti ha parlato ai taccuini di AM, inserto di Tuttosport e del Corriere dello Sport, del segreto della formazione veneta. “Il nostro segreto è la catena di comando molto snella, composta da me, dal ds Tony D’Amico e dall’allenatore Ivan Juric. Uno scambio con Guardiola, Mourinho o Klopp? No, Juric è perfetto per il Verona. Guardiola, Mourinho e Klopp sono grandissimi tecnici ma credo che il nostro allenatore abbia tutte la qualità per arrivare al loro livello”, ha detto.

Hellas Verona, Setti: “Juric perfetto per noi. Non lo cambio nemmeno per Guardiola o Mourinho”

Se devo scegliere tra quanto fatto l’anno scorso e quanto fatto in questa stagione, scelgo l’anno scorso: da neopromossi non era per niente facile esprimere quel tipo di gioco, abbinandogli i risultati. Sono anche convinto che se non fosse stato per il lockdown saremmo arrivati ancora più in alto. Ciò comunque non mi impedisce di apprezzare il grandissimo lavoro attuale, soprattutto alla luce dei tanti infortuni con cui, come tutti, abbiamo dovuto fare i conti. Se fosse un’auto, Ivan Juric sarebbe la mia Ford Mustang gialloblù, un cavallo di razza grintoso e che regala grandi soddisfazioni. Cambiarlo con Guardiola, Klopp o Mourinho. No, Juric è perfetto per il Verona. Parliamo di grandi tecnici, ma credo che anche il mister abbia i mezzi per arrivare ad alti livelli. La mia carriera da presidente? Da piccolo mi affascinavano l’autorevolezza, il carisma, l’equilibrio, la determinazione e l’eleganza di Boniperti. Oggi apprezzo molto Lotito e De Laurentiis, due presidenti che stanno ottenendo grandi risultati pur con una gestione virtuosa. Il calcio è un’azienda che va gestita con cuore e passione, ma anche con raziocinio. Negli anni ho per esempio imparato a non incaponirmi su un giocatore, in quanto le occasioni sono ovunque, vanno solo sapute cogliere. Il mio sogno è portare a Verona un altro Luca Toni, bomber vero ma anche punto di riferimento carismatico per tutta la squadra. Il più grande rimpianto? Rafa Marquez: penso che se fosse stato allenato da Juric, avrebbe potuto esprimersi ad alti livelli. I gol di quest’anno? Tra la rovesciata di Zaccagni e il gol al volo di Dimarco preferisco il secondo, però anche la rete di Zac rimarrà nella storia dell’Hellas”.

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