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Caso Suarez, l’ex rettrice di Perugia: “Non ho mai avuto la sensazione che si volesse favorire la Juve”

Giuliana Grego Bolli – indagata e sospesa nell’ambito dell’indagine sull’esame-farsa di Luis Suarez – dopo le sue dimissioni da rettrice dell’università per stranieri di Perugia, è tornata a parlare. Stavolta ai microfoni di Repubblica.

Caso Suarez, l’ex rettrice di Perugia: “Non ho mai avuto la sensazione che si volesse favorire la Juve”

“Non ho mai avuto la sensazione che ci fosse la volontà di favorire la Juventus, né pressioni di alcun genere. A me di Suarez non importava niente. Quando il rettore dell’Università degli Studi di Perugia mi ha chiamato per dirmi che la Juventus stava cercando di fargli fare l’esame di italiano, mi hanno dovuto spiegare chi fosse. Il calcio non mi interessa. Nella mia famiglia sono tutti juventini, ma io non guardo le partite. Ho pensato che fosse un buona opportunità per rilanciare la visibilità del mio Ateneo. La foto con lui l’ho fatta per mio nipote, che è juventino pure lui, mi aveva chiesto di portagli l’autografo. Non mi riavvicinerei al mondo del calcio. Se ritornasse un Suarez a chiedere di fare l’esame, direi di no. Non per Suarez, ma per il clamore che si porta dietro il calcio. Sono uscita provatissima da questa storia”. E ancora: “Non ho avuto alcun ruolo nella preparazione né dell’esame, né del certificato consegnato a Suarez il 22 settembre. Il livello B1 richiede una capacità di farsi capire a livello medio-basso. Suarez, essendo ispanofono, era facilitato come comprensione e produzione lessicale. Durante la pandemia, inoltre, l’esame di B1 si tiene solo in forma orale e dura circa 12 minuti. A queste condizioni risulta più accessibile, tant’è che tra giugno e luglio nessuno dei 60 candidati che lo ha sostenuto da noi è stato bocciato. Avendo studiato, Suarez poteva superare un B1”, conclude l’ex rettrice dell’ateneo.

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