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Coronavirus Campania, De Luca: “Usciremo da zona gialla se continuiamo così. Non ho ancora sentito Draghi parlare di Mezzogiorno”

“Coronavirus? Sulle scuole abbiamo responsabilizzato i Comuni. Basta nascondersi dietro la Regione”. Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania nel suo consueto intervento del venerdì su Facebook. “Stiamo già registrando un aumento forte. Se nel prossimo weekend non ci saranno misure, diventerà inevitabile uscire dalla zona gialla. Abbiamo di nuovo le corsie di ospedali quasi ingolfate, per fortuna non ancora le terapie intensive ma ci stiamo avviando, avendo davanti il pericolo delle varianti”, continua De Luca.

Coronavirus Campania, De Luca: “Usciremo da zona gialla se continuiamo così. Non ho ancora sentito Draghi parlare di Mezzogiorno”

“Con Draghi è stato introdotto un cambiamento di stile nella politica italiana, non abbiamo più la valanga di di tweet che ci vengono scaricati dai dirigenti politici. Abbiamo un presidente incaricato dotato di grande riserbo. Orientamento europeista da patte di un leader come Salvini che ci ha raccontato per anni in maniera un po’ sgangherata che l’Europa era il nemico. Ha scoperto che è importante e conveniente mantenere per il nostro Paese una posizione di grande prudenza nei confronti dell’Europa. Se questo orientamento si consolida è importante l’Italia. E possiamo valutare positivamente l’evoluzione dei 5 Stelle”.

De Luca dice invece di valutare “in maniera problematica per Lega e 5Stelle è la carenza di motivazioni rispetto a questa evoluzione politica che io valuto positivamente. Credo che sia doveroso spiegare perché si è cambiata posizione, altrimenti rimane nell’aria un sospetto di trasformismo”. L’esperienza di Giuseppe Conte, afferma il presidente della Regione Campania “si è conclusa in maniera un po’ strana, è una persona gradevole, rispettabile, salvo due momenti, quando lo ha visto alla ricerca di voti alla Ciampolillo e nella esibizione un po’ penosa dietro a quel tavolo. Quelle due cose me le sarei risparmiate”. Al nuovo governo Draghi, De Luca chiede “una svolta radicale nella sburocratizzazione. Con la spada”.

Vincenzo De Luca è scettico sulla proposta di Beppe Grillo di istituire un Ministero della Transizione ecologica. “Avremo un ministero alle Galassie, sarà affidato a una persona di alto profilo, credo Giordano Bruno che sta aspettando da un po’ a piazza Campo dei Fiori”. Poi dice di essere prudente sulla formazione del nuovo esecutivo perché “non ho ancora ascoltato da nessuno la parola Mezzogiorno. Non ho ascoltato dal presidente incaricato cosa si intende fare per il Mezzogiorno. Dobbiamo verificare i nomi dei ministri e verificare le dichiarazioni programmatiche di Draghi”. De Luca intanto chiede “misure nazionali per il prossimo fine settimana. Altrimenti diventerà inevitabile uscire dalla zona gialla”. E si scaglia contro i No Dad: “Ogni tanto mi capita di leggere un loro comunicato. Le scuole, quando non si riaprono, è per motivi semplici: perché si cerca di prevenire l’esplosione del contagio. Si fa fatica a capire che le scuole hanno una caratteristica specifica, come per i cinema e i teatri si evita di tenere persone nei luoghi chiusi. L’Unità di crisi ha fornito tutti i dati e responsabilizzato le amministrazioni comunali, anche per evitare la cattiva abitudine di nascondersi dietro le ordinanze del presidente della Regione. Cominciamo ad assumerci ognuno la propria responsabilità. Nel frattempo cercheremo di far partire le vaccinazioni per il personale scolastico. Il prossimo fine settimana potrà rappresentare un punto di riesplosione del contagio. Avremo San Valentino, per la gioia degli innamorati, e Carnevale. Se il governo non prenderà misure di contenimento per questo fine settimane, tra 15 o 20 giorni assisteremo a una esplosione del contagio e ricorda le scene di “piazze, strade, lungomari completamenti invasi da giovani e non, in una condizione di assoluta inesistenza di qualunque forma di controllo. L’unica via d’uscita è la vaccinazione. Ma sono solo 140mila le persone che hanno fatto entrambe le dosi di vaccino: “Perché mancano le dosi, e la Campania sta facendo una guerra per avere le stesse quantità delle altre regioni. Con questo ritmo rischiamo di veder emergere le varianti del virus e di rendere in qualche caso del tutto inutili le vaccinazioni”.

 

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