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Inter, Conte torna sulla lite con Agnelli: “Mi scuso, ho sbagliato a reagire così agli insulti”

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Il tecnico nerazzurro, durante la conferenza di vigilia della gara contro la Lazio, torna su quando successo in occasione della sfida di Coppa Italia con la Juve: “La verità l’hanno vista e sentita tutti. Noi calciatori, allenatori, presidenti siamo dei modelli educativi”.

Inter, Conte torna sulla lite con Agnelli: “Mi scuso, ho sbagliato a reagire così agli insulti”

“Vorrei chiarire la situazione relativa alla trasferta di Torino – esordisce l’ex CT -. Il risvolto mediatico è stato importante: la verità è nota, chiunque ha visto. E questo, per me, è importante. Tutti noi siamo dei modelli educativi, siamo tenuti in qualsiasi circostanza a ricordarcelo: mi spiace per quanto accaduto, vorrei scusarmi per la mia reazione a determinati insulti. Avrei potuto reagire in altro modo, magari ironicamente con un applauso risultando più positivo. Ripeto, mi dispiace, ne faccio tesoro in vista del futuro”. Sulla partita contro la Lazio. “È una realtà del nostro calcio. Ha una struttura consolidata con ottimi giocatori, tecnici e forti fisicamente. Sono reduci da un filotto importante di successi, per noi sarà un test duro, bello e stimolante”, ha detto Conte. Nessun commento sulla scelta di tornare in Italia all’inizio della scorsa stagione (“Stop, stop, stop. Parliamo di calcio, non voglio pettegolezzi e chiacchiere”). Su Lukaku: “L’episodio nel derby? Nella vita e nello sport si può sbagliare: può farlo l’allenatore, il presidente e il calciatore. Non dobbiamo mai dimenticare il nostro ruolo. E non voglio nemmeno ipotizzare che Romelu stia pensando ad altro se non alla partita. Ok, le ultime prestazioni sono state un po’ opache, ma contiamo su di lui al cento per cento”. Sulla sua gestione. “Il passato non mi interessa, posso parlare di ciò che sta accadendo da quando sono a Milano: durante la mia gestione l’Inter è migliorata, riacquisendo credibilità a livello nazionale ed europeo. C’è ancora della strada da fare, anche dal punto di vista della mentalità, ma solo uno stupido potrebbe non vedere la nostra crescita. Gli avversari ci rispettano”.

 

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