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Hellas Verona, Juric: “L’anno scorso avevamo un’identità definita, oggi siamo al 30%. Lasagna? Il top”

Juric

Alla vigilia del match di campionato contro la Juventus, in programma domani sera al Bentegodi, il tecnico dell’Hellas Verona Ivan Juric risponde alla stampa.

Hellas Verona, Juric: “L’anno scorso avevamo un’identità definita, oggi siamo al 30%. Lasagna? Il top”

“Se siamo meglio dello scorso anno? Sono due annate diverse. L’anno scorso, a questo punto, eravamo una squadra definita dal punto di vista dell’identità. Questa è al trenta percento: dipende molto dai ragazzi. Certe cose non le stiamo facendo bene, alcuni possono fare meglio. Non siamo ancora chiari: durante la partita alterniamo momenti buoni ad altri meno buoni. Penso che siamo in fase di costruzione, come gruppo. Formazione? Non ho ancora deciso. Alcuni giocatori negli ultimi mesi hanno dato tantissimo e iniziano un po’ a cedere, cosa normalissima. Non è facile inserire i nuovi, oltre a Vieira e Favilli, per alzare la concorrenza. In queste settimane ci abbiamo provato, per avere più scelte. Non ho ancora deciso, ho ancora qualche dubbio”. Pessina e Pazzini. “Ieri sono venuti a trovarsi. Sono state due visite belle. Con i ragazzi sono chiaro: dipende tutto da loro. Siamo in un momento positivo nell’espressione del nostro calcio, ma dipende molto da loro, da quanto migliorerà chi è ancora un po’ sotto e da che contributo daranno i nuovi. Possiamo andare in tutte le direzioni, speriamo di andare in quella giusta. Ci vuole anche un po’ di fortuna, che contribuisce a darti fiducia. È tutto nelle mani dei miei giocatori, per il resto va bene, perché quando ti fanno i complimenti fa piacere, sapendo che nel calcio può cambiare tutto in due settimane”. Su Lasagna. “Kevin è il top. Forse sono io che vedo il calcio in un modo diverso. Quando vedo un giocatore così sono felice: come si è creato le occasioni, i movimenti che ci hanno permesso di ripartire. Quando uno fa così non mi soffermo sull’errore. Dall’inizio abbiamo preso questa strada, sapendo chi siamo: tolleriamo gli errori, non gli atteggiamenti sbagliati. I nostri non sono top player, quando fanno errori non è un problema, è un problema quando sbagliano l’atteggiamento”.

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