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Caso Suarez, il verbale dell’attaccante: “Il primo a cercarmi fu Nedved. Agnelli mi chiamò dopo l’esame per ringraziarmi”

Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato sul proprio sito l’interrogatorio dell’attaccante, oggi all’Atletico Madrid, coi pm di Perugia: Luis ha parlato dei contatti con la Juventus e del testo ricevuto prima di andare a Perugia.

Caso Suarez, il verbale dell’attaccante: “Il primo a cercarmi fu Nedved. Agnelli mi chiamò dopo l’esame per ringraziarmi”

La Repubblica riporta il pdf dell’esame farsa dell’attaccante ex Barca, in procinto di trasferirsi alla Juventus, dove avrebbe dovuto prima passare le “forche caudine” di un certificato per ottenere la cittadinanza italiana e lo status di “comunitario”:

Dalle indagini risulta che la professoressa Spina le ha mandato una mail con un allegato pdf, scrivendo che era il testo per l’esame: ricorda di avere ricevuto tale messaggio?

“Sì”.

Le ha detto che doveva studiare specificatamente bene quel testo?

“Ha detto che dovevo studiarlo bene perché quel testo poteva essere chiesto all’esame”.

Per i pm si tratta di un passaggio che dimostra come l’esame fosse del tutto combinato anche se il legale della docente perugina ritiene invece che l’invio contenesse soltanto una sorta di “simulazione”.

Nell’interrogatorio, Suarez parla anche dei primi contatti avuti con la Juventus, in particolare con Pavel Nedved e Fabio Paratici, e del momento in cui avvertì la Juve di non avere il passaporto italiano.

Quando viene a conoscenza dell’interessamento della Juventus?

“Verso fine agosto, inizio settembre, ho ricevuto prima una chiamata da Nedved, poi da Paratici”.

C’era un accordo sui termini del contratto?

“No, all’inizio era soltanto per sapere se ero interessato alla trattativa. Dopo se n’è occupato il mio avvocato”.

Quando ha saputo che la Juventus intendeva tesserarla come comunitario?

“Non ricordo, ma Paratici mi disse che mi avevano contattato perché pensavano che avessi il passaporto italiano come mia moglie. Gli risposi che non lo avevo, avevo solo iniziato a fare la relativa pratica chiedendo tutti i certificati necessari nei Paesi in cui ho vissuto”

Suarez ai pm ha detto anche di aver avuto contatti con la Juventus anche dopo l’esame.

Fino al 14 settembre lei si diceva contento di venire a Torino per vincere la Champions, ce lo conferma?

“Sì, però dopo ho detto a Spina (la professoressa, ndr) che non sarei più venuto alla Juve”

Dopo l’esame ha parlato con la Juventus?

“Sì, il giorno stesso. Paratici mi chiamò quando ero in aeroporto per dirmi che avevo fatto la scelta migliore per la mia famiglia. Due giorni dopo mi chiamò il presidente Agnelli per dirmi che era dispiaciuto che la trattativa non era andata a buon fine e mi ringraziava per quanto avevo fatto per facilitare la trattativa, anche forzando i rapporti con il Barcellona”.

Le è mai stata prospettata la possibilità di fare l’esame a Barcellona? E in altre città d’Italia?

“No, avevo già contattato il Consolato e sapevo che dovevo venire in Italia per sostenere l’esame. Mi è stata indicata solo Perugia come sede di esame”.

Con quali referenti della Juventus ha avuto contatti in questo periodo?

“Con Nedved per l’aspetto sportivo, con Paratici e col presidente Agnelli, due o tre giorni dopo l’esame di lingua, che mi ha ringraziato per lo sforzo che avevo fatto per liberarmi dal Barcellona. Agnelli mi disse che con il calcio non si possono mai fare programmi certi. Con Agnelli non avevo parlato prima di allora”.

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