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Italia, Immobile: “Sacrificherei i miei gol per l’Europeo. Belgio forte e organizzato. Insigne? Devo stare sempre attento…”

Immobile

Ciro Immobile. Il miglior attaccante del campionato della pandemia, capace di eguagliare il record di reti in A di Gonzalo Higuain (36), ha attraversato qualche momento difficile nella stagione appena conclusa in maglia laziale, ma non si è mai fermato in zona gol. Nel gruppo di Roberto Mancini invece è un riferimento molto visibile al centro dell’attacco, nessun attaccante ha un rapporto migliore del suo con lo spazio. È soprattutto da qui che deriva la sua eccezionalità: capire quando e come correre per ricevere nella posizione giusta e col corpo orientato in maniera ideale per la giocata successiva. E ne sbaglia davvero poche. Di seguito le sue parole in vista della gara contro il Belgio di venerdì 2 luglio (ore 21).

Italia, Immobile: “Sacrificherei i miei gol per l’Europeo. Belgio forte e organizzato. Insigne? Devo stare sempre attento…”

“Mai come questa volta sento la fiducia di tutti, mi sento davvero bene. Abbiamo fatto una buonissima prova con l’Austria, forse non la migliore ma abbiamo portato a casa il risultato. Io contro Lukaku? No, Romelu è fortissimo, abbiamo la fortuna di conoscerlo bene e di averlo in campionato. Se la vedranno i nostri difensori… (ride, ndr). Se ci saranno Hazard e de Bruyne? Sono fondamentali, non avendoli al meglio avranno qualche problema. Però senza di loro avranno chi li sostituirà: con de Bruyne e Hazard in campo è un’altra partita, spostano gli equilibri e mettono tutti in difficoltà. Noi la prepariamo se ci fossero al cento per cento, per noi è importante seguire la linea avuta finora. Abbiamo fatto l’Europeo sempre al massimo, reagendo bene alle difficoltà. Record di gol all’Europeo? A me piacerebbe vincere. Toglierei i due gol fatti per portare a casa la Coppa, è la verità. Con l’Austria ci ho provato in ogni modo, tra sfortuna ed errori miei non ho fatto gol. Però alla fine della partita abbiamo fatto una bella festa. Non era facile, ci sono le più forti del ranking UEFA, ci sono squadre che giocano nei grandi campionati. Con l’Austria è stata dura: per quanto riguarda i record, vorrei raggiungerli ma preferisco vincere. Il Portogallo è stato eliminato dopo una gara intensa, combattuta. Non facevamo il tifo per nessuna delle due. Sono tutte e due forti: il Portogallo nel secondo tempo avrebbe meritato qualcosa di più, il Belgio nel primo ha mostrato il suo potenziale. Ronaldo? Tutti lo vogliono sfidare, è il migliore. Da quando è arrivato in Serie A la competitività si è alzata notevolmente. Spagna, Belgio, Inghilterra, Germania. Sono le Nazionali più forti rimaste, ci mancano tre gare per l’obiettivo e vogliamo arrivare in fondo. Francia eliminata? Ci ha fatto piacere il fatto che si è dimostrato che questo Europeo è difficile. E’ duro giocare quando sei superiore, la prova del nove è sempre il campo. Abbiamo vinto e dominato con la Svizzera, facendola sembrare una squadretta mentre ieri ha dimostrato il contrario. Il nostro gioco? Con l’Austria i compagni hanno cercato di mettermi in condizione di segnare. Il mister è soddisfatto per l’intensità e per la voglia. Non è stata la miglior gara dell’Europeo, le prime due sono andate meglio ma l’importante era il risultato. La squadra ha bisogno di me e io della squadra, viaggiamo tutti nella stessa direzione. Il mister mi chiede un altro lavoro rispetto alla Lazio, ma non mi pesa. Anzi. Sto cercando di mettere tutto, restando anche alla fine delle sedute, per migliorare cose che non sono nel mio bagaglio tecnico. Aver sbagliato qualche gol in passato, gli errori fatti, il Mondiale mancato, possono pesare. Non sto facendo autocritica, sono soddisfatto enormemente di quel che sto e stiamo facendo. Mai come ora ho il supporto e la fiducia di tutti: qui non è mai stato così. Ho fatto 15 gol in Nazionale, sono pochi, avrei voluto segnarne di più ma una vittoria può cancellare il passato e le storie precedentemente dette. Sto cercando di cancellare il passato con questo Europeo. Per me è importante, l’ho dimostrato con la Turchia, mi preoccupa non riuscire ad aiutare la squadra ma voglio andare avanti. Chiesa e Berardi? Sono diversi, il mister vuole che restino larghi. Stanno facendo un grande Europeo, anche Bernardeschi. Lo ribadisco con forza, qualsiasi siano le decisioni, siamo 26 titolari e abbiamo bisogno di tutti. Nel post Austria non ho sentito le critiche, forse mi sono perso qualcosa. Quando sei l’attaccante dell’Italia non puoi pretenderne di non averne. Abbiamo vinto, abbiamo portato a casa il risultato, quel che conta è il risultato. Avevo sempre il difensore attaccato dietro. Quando è entrato il Gallo ci ha dato una mano e questo è da sottolineare, questo dimostra che siamo uniti. La gente di aspetta tanto da noi, ci deve caricare, stiamo preparando questa sfida con entusiasmo. Dopo momenti così, chiusi in casa, lontani dalle persone care, può far tornare il sorriso a tutti. I rimproveri di Mancini si sentono spesso? Forse perché Ciro è il nome più corto… Nello spogliatoio è diverso, è molto più calmo. Ma mi dà fiducia, perché ti stimola, ti sprona. E’ fondamentale avere la fiducia di tutti. Se mi sento titolare? Mi sento importante, al centro del progetto, apprezzato. Quando ti senti così puoi giocare anche mezz’ora o quaranta minuti, darai sempre il massimo. Il rapporto con Insigne? Non abbiamo nulla da fare, giochiamo alla Playstation. Lui è solo film e serie tv. Devo sempre camminare con attenzione, lui è piccolo e si nasconde ovunque. Siamo rientrati dal pranzo, è rientrato in camera con Verratti, era dentro all’armadio e mi ha spaventato. Un giorno di questi prenderò un coccolone… Torre Annunziata? Su un campo di calciotto ho iniziato a costruire il mio sogno. Sono partito dai quattro anni. Lì è iniziato tutto, allora era in terra battuta, ora è in sintetico”.

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