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Razzismo negli stadi, Calcagno: “Siamo alla serialità, c’è bisogno di una riflessione”. La rivelazione di un tifoso fiorentino

Koulibaly

Il presidente dell’Assocalciatori e vicepresidente FIGC ribadisce la condanna agli episodi di razzismo al Franchi che hanno colpito Koulibaly. “Non li giustifico, hanno fatto fare una figura meschina a Firenze. Ho chiesto di smettere, mi hanno insultato”, ha rivelato invece un tifoso viola che ha assistito ai cori beceri contro il difensore del Napoli al Corriere fiorentino.

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“Siamo arrivati a un punto in cui la serialità di questi eventi ci impone una riflessione, dobbiamo capire tutti insieme come andare avanti. Le dichiarazioni dei giocatori di questi ultimi giorni sono univoche: bisogna capire tutti insieme cosa fare per incidere sul problema. A mio modo di vedere è chiaro che la fase repressiva deve essere molto, molto dura e dobbiamo continuare a reprimere perché colpire con precisione i soggetti che hanno questi tipi di atteggiamento è importante. A me piacerebbe che tutte le persone che sono accanto a questi soggetti all’interno dello stadio avessero un atteggiamento differente da quello che abbiamo visto. A mio modo di vedere non è solamente colpevole chi fa un determinato gesto o dice una determinata frase, ma anche i soggetti che sono lì intorno e non ne prendono le distanze”. Così il presidente dell’Aic, Umberto Calcagno, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus dopo l’intervista esclusiva a Si Gonfia La Rete.

AIC, Calcagno: “Koulibaly? Episodi vergognosi che non fanno parte dei nostri valori, bisogna colpire le singole persone ma anche educarle” [ESCLUSIVA]

Le rivelazioni di un tifoso viola presente – Il Corriere fiorentino riporta la testimonianza di un supporter gigliato presente al Franchi domenica, in occasione di Fiorentina-Napoli. Sceglie di comparire sul quotidiano con un nome di fantasia, Marco, perché teme ritorsioni. Afferma di andare in curva Fiesole da 20 anni: “In tutto saranno state al massimo una ventina le persone sparse qua e là che hanno pronunciato offese razziste durante e dopo la partita. Nel finale erano a una decina di metri, ho provato a interagire chiedendo di smetterla, ma tanto era inutile. Anzi, mi sono pure beccato degli insulti. E così è successo a una donna che stava accanto a me, le hanno detto di farsi gli affari suoi proprio perché donna. Quello che alla fine mi ha ferito di più, però, è la figura meschina che ha fatto tutta la città di Firenze. Non ce lo meritiamo questo trattamento, la stragrande maggioranza di quelli che frequentano lo stadio non sono razzisti. Non lo è la tifoseria, ma bastano due o tre persone che iniziano con i buu razzisti e purtroppo c’è chi li segue. Magari succede anche a persone che razzisti non sono, anzi, ma quando sono lì poi finisce che si fanno trascinare, soprattutto se le cose si mettono male”.

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