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Spalletti: “Insigne sta bene. Milan? Uno stimolo in più”

Spalletti

SPALLETTI NAPOLI BOLOGNA – Tutto pronto per Napoli – Bologna, decima giornata del campionato di Serie A. Al Maradona arriva il Bologna di Mihajlovic reduce dalla gara contro il Milan. Una sconfitta al Dall’Ara giunta negli ultimi minuti di una gara combattuta nella quale i felsinei hanno perso due giocatori per rosso diretto. Domani, infatti, il tecnico serbo non potrà contare su Soumaoro e Soriano, espulsi durante il match con i rossoneri. Discorso diverso per gli azzurri che cercano una vittoria dopo il pari a reti bianche rimediato all’Olimpico contro la Roma. Intervenuto in conferenza stampa, Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha così presentato la partita:

Come sta Insigne? Sta bene, non ha sintomi di nessun genere sin da quando ci siamo ritrovati. In questa settimana ha fatto rivedere il suo marchio di fabbrica, le sue giocate. Bisogna cercare di vincere per dare continuità, un senso al campionato, e serve una prestazione per poter vincere. Non sarà facile, affronteremo una squadra col ghigno, il suo allenatore è fatta così, è una squadra fatta da Sabatini e quindi ha un senso e poi basta vedere l’ultima partita, l’hanno ripresa da 0-2 a 2-2 quasi fino alla fine con l’uomo in meno. Un’altra squadra sotto di due gol ed un uomo non avrebbe lottato. Meritavano un risultato differente, dovremo mettere dentro tutte le nostre qualità per uscirne.

Su cosa lavora nel quotidiano per migliorare ancora Osimhen? Ci sono tempi ristretti, quando c’è tempo a disposizione, come ha detto anche lui, si resta individualmente con alcuni giocatori, ora invece si lavora come gruppo. In questo gruppo però ci sono situazioni che già migliorano i singoli giocatori perché si guardano video anche degli avversari, come prenderli, come ci attaccheranno, come costruiremo, in questo ragionamento c’è anche il comportamento individuale che migliora.

Milan avanti uno stimolo in più? Sì, uno stimolo, non una pressione perché a questo punto della stagione se facciamo bene o male devono dircelo le prestazioni, non i risultati degli altri. Dobbiamo mettere la nostra qualità, pressare, andare velocemente di là, avere conoscenze e metterle in pratica. Non ci deve interessare niente degli altri, ma fare la corsa su noi stessi.

Il rosso di domenica. La sua difesa post-partita, dicendo che non d’era alcuna intenzione di offendere, non ha avuto esito. “Io riesco a parlare con tutti, pure col quarto uomo nell’ultima partita. Ad inizio stagione ho detto che lamentarsi è da sfigati, così anche per le decisioni degli arbitri per le decisioni che possono sembrarci sfavorevoli. Ogni evento dobbiamo trasformarlo in uno stimolo, io non sono stato né ironico né irrispettoso, ma quello reale, ma se il mio modo di parlare ha fatto apparire così forse devo stare più attento. E’ un infortunio, la prossima volta sarò più chiaro, ma pensavo di esserlo stato, l’ho pure chiamato per applaudirlo, non sono andato via con ironia, ma l’ha interpretata così ma ci atteniamo”.

Chiamata VAR agli allenatori può rasserenare? “Non ho letto molto, può sembrare interessante, ma le società dovrebbero poi attrezzarsi con uno che viene da quel mondo, quindi un ex arbitro o un assistente, che può insegnarci delle cose, ma anche utilizzare la chiamata. Se decidiamo pure noi quello, poi è come le sostituzioni, se la chiamata non la sfrutti e chi te lo dice che sia quella giusta. Poi se chiamo Anguissa e non me lo danno e ce n’è un altro dopo? Forse servirebbe un professionista”.

E’ il momento del turnover? Tutto può essere medicina o veleno, dipende dalle dosi. Bisogna valutare le 3 gare settimanali, giocando domenica dal giovedì puoi usare anche gli stessi, da giovedì a domenica invece il ragionamento è diverso. Il criterio resta quello di far giocare molti degli attaccanti che ho, è da lì che si vincono le partite, si tiene palla e si fa soffrire meno la difesa, un difensore che ha un’ora Politano o Lozano e per 30 Lozano o Politano, è una partita difficile per lui contro un giocatore fresco. Le sostituzioni sono fondamentali, vedete le big nel reparto offensivo.

Poche ore tra Bologna e Salernitana? Sono gare ravvicinate in cui c’è un po’ di timore nel far giocare qualcuno. E’ sempre il reparto offensivo che ti può dare delle giocate, sono ravvicinate ma lo è per tutti, poi c’è le ha diluite meglio, qualche giorno in più, si potrebbe anche sindacare ma non vogliamo trovare scuse o mettere mani avanti, ma premere sempre. Spesso si sono dati i meriti a me, vi ringrazio, ma spesso non si sono sottolineati i meriti della società che ha costruito una squadra forte. Continuerò comunque a cambiare, nell’ultima partita forse l’ho fatto meno e forse ho sbagliato.

Coppa Maradona? Non lo so, il presidente so che sta preparando delle cose, ma quello lì sarebbe un mettere delle cose sopra. Ci avrebbe soffocato ancora di più ed è giusto non partecipare, ma altrettanto corretto partecipare a qualsiasi evento per Diego Armando.

Pochi falli su Osimhen che prende tantissimi colpi? Si fischia abbastanza nel nostro campionato, nell’ultima gara in casa col Torino è stata come tempo effettivo la più bassa con 5-6 falli nostri, il Torino di più con 25 ma sono stati fischiati. Poi tutti hanno il calciatore che vorrebbero tutelare, ma la tendenza è marcare ad uomo con più forza ed i falli vengono fuori. Osimhen s’è adattato già bene, ma deve capire che ne deve ricevere ancora di più, è il suo ruolo. I messaggi dopo quella prima partita li ha recepiti tutti ed è esemplare.

Superlega? Non lo so, mi pare difficile farla sottraendo le grandi squadre dai campionati. La vedo complicata, anzi mi auguro che col passare del tempo si ritrovino gli stadi pieni come a Roma domenica. La Superlega quindi no.

Zielinski? E’ vero, non ha ancora dato il suo meglio ma lo aspetto. Non è ancora in grande condizione ma lo vedo in crescita e queste gare ravvicinate lo aiuteranno ad entrare a regime.

Ghoulam? Sta migliorando di volta in volta, ha bisogno di un po’ di tempo in più ma siamo fiducioso perché conosce il gioco, la squadra, le cose fatte bene.”

Giovanni Maria Varriale