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Empoli, Andreazzoli: “In serie A grazie a Spalletti. Senza di lui non sarei qui…”

Andreazzoli

Il tecnico dei toscani non dimentica l’amico Luciano Spalletti, attuale allenatore del Napoli. Nella sua intervista al settimanale di Gazzetta dello sport, Sportweek, rivela il rapporto lungo e forte con il mister di Certaldo. “Mi scelse alla Roma perché ero più curioso di lui. La finale di Coppa Italia contro la Lazio? La persero Totti, De Rossi e Balzaretti, non io”, dice.

Empoli, Andreazzoli: “In serie A grazie a Spalletti. Senza di lui non sarei qui…”

“Nessuno in Italia ha fatto la gavetta che ho fatto io, mi manca allenare in terza categoria e poi le ho fatte tutte – dichiara Aurelio Andreazzoli -. Credo che avrei potuto fare la carriera di Sarri, ma ad un certo periodo mi è mancata l’ambizione. Ho conosciuto Spalletti che mi ha aperto un mondo e non so se ci sarei arrivato da solo. Luciano è di una curiosità esagerata. Mi chiamò perché io ero più curioso di lui e mi portò a Roma. Sono rimasto lì per dodici anni come collaboratore dei vari allenatori che si sono susseguiti”. Nel 2013 subentrò sulla panchina giallorossa all’esonerato Zdenek Zeman. In quattro mesi la squadra arrivò davanti alla Lazio, partendo da 9 punti di distacco. La riconferma sarebbe scattata automaticamente, ma Andreazzoli perse la finale di Coppa Italia proprio contro i cugini biancocelesti, per giunta all’Olimpico. Un mese dopo arrivò Rudi Garcia. “Ma dire che l’avevo persa io, significherebbe che l’allenatore è più importante dei giocatori, e non è così. In quella squadra c’erano Totti, De Rossi, Balzaretti: la finale la persero loro. Insomma, con Garcia ritorno al mio vecchio ruolo di allenatore in caso di bisogno. A un certo punto mi stancai di non allenare e dissi: basta, torno a casa e smetto”.

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