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Milan, Ibrahimovic: “Sono vicino alla linea di porta. Cosa farò dopo?”

Ibrahimovic

“Sono un po’ impaurito: se mi dovessi fermare, cosa faccio? Quale sarebbe il prossimo capitolo? Conosco le varie possibilità, potrei fare molte cose, ma l’adrenalina che ho ora sul campo non so se potrei trovarla altrove”. Ibra si confida all’emittente televisiva statunitense Espn, non nascondendo i timori e le ansie una volta appesi gli scarpini al chiodo…

Milan, Ibrahimovic: “Sono vicino alla linea di porta. Cosa farò dopo?”

“Sto provando a posporre la linea della porta, giocando e segnando gol – continua Zlatan, classe 1981 -. Ovviamente per continuare a giocare devo stare bene fisicamente, devo essere in grado di farlo, devo potermi divertire giocando. Non ha senso giocare se soffri troppo, è meglio essere realisti e dire a te stesso: È abbastanza. E cominciare un nuovo capitolo. Ma se sei concentrato su questo non sei concentrato sul resto. Nella mia testa non c’è questo. Se pensassi al mio ritiro, non sarei capace di aiutare i miei compagni e me stesso in fare ciò che vorrei. I calciatori seguono lo stesso programma ogni giorno. E io l’ho fatto per 25 anni. Sei come un soldato. Io sono vicino a questa linea, ma non ancora”. Una cosa è certa, dunque: per l’attaccante svedese sarà una decisione piuttosto complicata il ritiro dall’attività agonistica. “Penso che più uno è vecchio e più ha esperienza – conclude il rossonero -. Ho imparato tanto nella mia carriera da altri giocatori con cui ho giocato e dagli allenatori che ho avuto. Alla mia età è il momento di dare qualcosa indietro. Nel nostro spogliatoio ci sono tanti giovani, io cerco di aiutare tutti e di essere il leader a mio modo sia dentro che fuori dal campo”.

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