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(Esclusiva) Pomigliano, Schioppo: “Se la società vuole, il mio futuro sarà granata! Professionismo? Ricompensa dopo tanti sacrifici”

SCHIOPPO POMIGLIANO WOMAN – Napoletana, classe 1991, 13 anni in maglia partenopea e da due il suo cuore batte granata. Emanuela Schioppo, difensore del Pomigliano Woman, è intervenuta nella nostra diretta Instagram di “Si Gonfia La Rete” per parlare della sua carriera ma anche del tema professionismo.

Schioppo: “Se la società vuole, il mio futuro sarà granata! Professionismo? Ricompensa dopo tanti sacrifici”

“Siamo molto felici della salvezza, è stato un lungo percorso”. Parla sempre con il pronome noi Emanuela Schioppo quando si riferisce alla sua squadra, lasciando a margine della conversazione ogni individualismo e mettendo in evidenza il suo senso di appartenenza per i colori granata. Nonostante il brutto infortunio al crociato, che le ha impedito di dare il suo contributo nella parte più impegnativa della stagione, la numero 54 non ha mai fatto mancare il suo sostegno.

Sostegno (e impegno) che è pronta a dare anche nella nuova stagione, che avrà i connotati di una tappa storica: “Se la società vuole, il mio futuro sarà granata! Come ogni anno il presidente siederà al tavolo con il direttore, cercheranno di costruire una squadra all’altezza. L’anno prossimo saremo professioniste, dunque serviranno anche calciatrici d’esperienza, di persone che vogliono sposare questo progetto e cercare di crescere insieme”.

Sarà un anno importantissimo il prossimo, non solo per il Pomigliano di Pipola che da tempo porta avanti con passione e dedizione il progetto femminile, ma anche per tutte le altre squadre di A.

“La conquista del professionismo è la giusta ricompensa per tutti i sacrifici fatti fin ora. Sicuramente avrà i suoi pro e i suoi contro, ma ad oggi una ragazzina in giovane età potrà pensare di fare la calciatrice a tutti gli effetti come un lavoro”. Lo sa bene Schioppo che, come tante sue colleghe, ha condotto due vite parallele: la prima quella legata al campo, alla passione e all’amore per il calcio; la seconda quella accademica, dove pian piano ha intrapreso la carriera scolastica. Una laurea in scienze motorie e un master in posturologia non hanno complicato il suo percorso da calciatrice. La granata si ritiene molto fortunata, alcune sue colleghe sono state costrette ad appendere i scarpini al chiodo: d’altronde non si può vivere di calcio se non è professionistico.

Per questo motivo, dopo anni di battaglie in Federazione, il riconoscimento del calcio femminile non è da considerarsi solo una formalità, ma una vera e propria conquista di diritti delle atlete il cui legame con il calcio è stato dettato solo dalla passione. Dal prossimo anno in poi non saranno costrette a scegliere tra la Serie A e un lavoro, perché giocare a calcio sarà il loro lavoro.

“Personalmente, nel mio piccolo, ho raggiunto tanti traguardi”, afferma il difensore granata. “Spero di dare ancora tanto al calcio, soprattutto alle giovani che si avvicinano a questo sport. Il mio auspicio è che il calcio possa sempre crescere e che si possano dare i giusti riconoscimenti: dietro ogni calciatrice ci sono tanti sacrifici”, conclude.

 

Dall’intervista di Serena Grande ed Emiliana Gervetti

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