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Palermo, sempre più vicina la cadetteria: 90 minuti per la promozione in B

Il Palermo di Silvio Baldini espugna l’Euganeo di Padova (dei biancoscudati di Massimo Oddo) e si aggiudica la gara d’andata della finale play-off che vale la promozione in Serie B. Confronto comunque ancora aperto e ultimi 90 minuti decisivi domenica prossima in terra siciliana.

Palermo, sempre più vicina la cadetteria: 90 minuti per la promozione in B

In uno stadio sold-out (oltre 13 mila i paganti, di cui 3 mila di fede rosanero), con splendide scenografie in entrambe le curve, a decidere la sfida è stato un gol ad inizio gara. Nell’occasione, al 10′, decisiva una disattenzione della difesa di casa, con Curcio che rinvia addosso a Valente, palla che schizza in mezzo all’area piccola, dove Floriano mette in rete da due passi. Biancoscudati vicini al pareggio attorno alla mezzora, prima con una rete annullata a Bifulco per fuorigioco e poi con un salvataggio sulla linea di Marconi su colpo di testa di Chiricò: in entrambi i casi decisivo il controllo al Var. Nella ripresa Padova alla ricerca costante del pareggio, ma siciliani pericolosi in azioni di contropiede. Pesante l’ammonizione per due giocatori, Damiani tra gli ospiti e Ajeti tra i padroni di casa, che già diffidati saranno squalificati per la gara di ritorno.

L’allenatore toscano dei rosanero, Silvio Baldini, sa di aver fatto un passo importante verso un obiettivo che, quando è stato chiamato al posto di Giacomo Filippi a gennaio di quest’anno, che non sembrava più raggiungibile.

Il calcio lo aveva un po’ dimenticato, Silvio Baldini. Lui è come se non se ne fosse mai andato. “Quando mi hanno chiamato a gennaio non mi sembrava vero. Ma ero da subito convinto che si poteva fare qualcosa di importante. I ragazzi sono stati encomiabili. Questa è la quarta vittoria di fila che facciamo fuori casa. I ragazzi giocano con il cuore, sono felice per loro e per il popolo palermitano. Vedere uno stadio così con i tifosi che cantano è bellissimo. Questo è il bello del calcio, gioire nei momenti brutti. Se a gennaio credevo nella promozione? Il destino mi ha portato a Palermo. Il destino se tu lo aspetti non arriva ma ti dà un percorso. Noi lavoriamo sapendo che ancora non abbiamo fatto nulla. Il ritorno lo prepareremo come se avessimo perso noi 1-0”.

Esce dall’Euganeo di Padova abbracciando collaboratori, giocatori e salutando tutti quelli che incontra: è contento, ma lo sa anche lui, c’è ancora tutto un secondo tempo da giocare.

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