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ATALANTA-NAPOLI 0-1, le pagelle: Reina Super, bentornato Dries… ma fate un monumento ad Allan!

Reina 7,5: Strepitoso e decisivo l’intervento su Cristante. Sicuro e preciso in tutte le altre situazioni meno appariscenti.

Hysaj 6,5: Il papu non fa praticamente nulla, parte del merito è sicuramente suo. Si vede poco davanti ma la sua aggressività dà una grande mano dietro.

Koulibaly 7: Dominatore assoluto dell’area di rigore, di un altro livello. Più forte anche dei mormorii razzisti.

Albiol 6,5: Fondamentale nella gestione del possesso per aiutare i centrocampisti costantemente braccati dagli avversari. Dirige bene una difesa che rischia solo su un tentativo estemporaneo da fuori di Cristante.

Mario Rui 6: Sempre in sostegno alla manovra e molto attento dietro.

Jorginho 6: Questa per lui è sempre una partitaccia, oggi però col passare del tempo riesce sempre più a trovare la posizione e a mettersi al centro del gioco provando spesso anche soluzioni in verticale.

Zielinski 6: Va a fiammate, come da indole. Partenza timida e poi finale in crescendo con alcune percussioni che provano ad accendere il Napoli.

(Hamsik 6: entra bene. Prima lo mangia, poi lo segna e la VAR glielo annulla in maniera non chiarissima)

Allan 7,5: Abbiamo quasi finito gli aggettivi, anche oggi è straordinario, forse più del solito. Non teme la fisicità degli avversari, anzi, li affronta sullo stesso piano vincendo tutti i duelli. Stagione pazzesca.

Callejòn 6,5: Solo una volta riesce a sorprendere la retroguardia avversaria con i suoi movimenti e Berisha è prodigioso a dirgli di no. Poi, inventa la palla che manda in porta Mertens per il gol vittoria.

Insigne 6: Sente il peso di doverci mettere del proprio e di doverla risolvere lui, questo forse lo innervosisce e lo condiziona. Non la sua miglior partita, ma neanche una prova insufficiente.

Mertens 7,5: Scarica verso la porta di Berisha tutta la rabbia per la lunga astinenza segnando un gol non banale: senza alzare così quella palla non avrebbe potuto battere il portiere avversario. La rete lo sblocca e da quel momento in poi la sua è un’altra partita: sfiora il gol del secolo, va a rincorrere tutti gli avversari, diventa decisivo nello spezzare il gioco avversario con il suo pressing.