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Sampdoria, ex capo Ultras: “Non erano cori razzisti…”

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SAMPDORIA NAPOLI CORI – Ciò che è accaduto al Ferraris durante Sampdoria-Napoli ha lasciato tutti senza parole. In primis il presidente dei blucerchiati, Massimo Ferrero, che ha condannato i cori etichettando quelli che li hanno intonati come “quattro scappati di casa“. Un attacco a Napoli e ai napoletani che purtroppo si ripete continuamente in ogni stadio d’Italia.

“Non c’è nessun nesso fra gli striscioni e i cori, è una dietrologia del cavolo. Posso avere l’esperienza per percepire determinate cose, ma non ho il vissuto quotidiano e non mi piace dare alle mie parole il valore di una sentenza”. Queste le dichiarazioni dell’ex storico capo ultras della Sampdoria, Enzo Tirotta, che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai colleghi del quotidiano La Repubblica. “Secondo me non c’è alcun nesso fra i cori e gli striscioni esposti dopo. Gli insulti, che per favore chiamiamo incivili, vergognosi, ma non razzisti, perchè la gradinata doriana è sempre stata apolitica e mai ha infierito sulle diversità, sono stati un moto spontaneo e sono dovuti alla grande acrimonia che c’è nei confronti del Napoli, acuita di recente dal comportamento di Reina, nella gara d’andata del campionato scorso, e da quello di Sarri, che stavolta ha ripetutamente invitato il quarto uomo a sospendere la gara, ma già in passato con certe dichiarazioni aveva buttato benzina sul fuoco. I cori possono essere sbagliati, ma non nascondono niente, nemmeno il gemellaggio con il Genoa, visto che ora i rapporti fra la tifoseria rossoblù e quella napoletana sono un po’ tesi. Gli striscioni? Rappresentano una protesta anche quella, un messaggio a tutto l’ambiente, società, giocatori, allenatore, un invito a crederci di più, a metterci la stessa passione che in questa stagione hanno profuso i tifosi. Ma è una cosa nettamente distinta dalla rivalità con il Napoli, sarebbero apparsi chiunque fosse stato l’avversario”.