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Carabao Cup: il futuro di Maurizio Sarri si decide in 90 minuti

Sarri
Vincere oggi per Sarri non significherebbe solo mettere momentaneamente al sicuro il suo posto di lavoro, ma coronare il sogno di una carriera.

SARRI CHELSEA PREMIER – C ’è il fondato rischio che, come un tempo Zeman in panchina e come Zeno Cosini tra le pagine di Svevo, come riporta l’edizione odierna del quotidiano La Repubblica, Sarri possa presto fumarsi l’ultima sigaretta. L’innesto, come lo chiamava Guardiola ai tempi del Bayern, non ha funzionato. O meglio è durato poche giornate in cui il Chelsea pareva solo capace di vincere e invece ha tremendamente illuso osservatori, ambiente, persino gli avversari.

Gli ultimi risultati hanno fatto sì che la finale di Carabao Cup tra Chelsea e Manchester City in programma questo pomeriggio a Wembley sia una partita decisiva per il futuro di Maurizio Sarri sulla panchina dei Blues. Le recenti sconfitte con Manchester City e Manchester United hanno messo il tecnico toscano in una posizione delicata, complicata ulteriormente dal blocco del mercato imposto al club londinese dalla FIFA sino al 2020. Una brutta sconfitta potrebbe portare al suo esonero.

La finale di Coppa di Lega di oggi contro il City è un passaggio cruciale. La mancanza di una certezza societaria è uno dei punti cardine dell’ora angosciosa del Chelsea attuale, passato dal fallimento emotivo e agonistico di Morata ai dubbi (anche estetici) su Higuain e all’instabilità di Hazard, che da due anni dice di volersene andare. Il gruppo non può certo consolarsi con la certezza di aver passato i sedicesimi di Europa League. Sarri, ammiratissimo da Pep, continua a scrivere sul suo pizzino con una concentrazione spropositata e a volte si ha davvero la sensazione che guardi anche meno di metà partita, pur di assolvere ai suoi compiti di amanuense e filologo del pallone.

Appuntamento con il destino

C’è però un’altra faccia di questa medaglia perché oggi pomeriggio Maurizio Sarri ha un appuntamento con il destino, dato che può conquistare il primo trofeo della sua carriera da allenatore. Un destino che affonda le sue radici nella decisione di lasciare il suo lavoro in banca nel 1999 per tentare la carriera nel calcio professionistico. Un salto nel vuoto che dai campi in sabbia dell’Interregionale lo ha portato sulla panchina di una delle squadre più importanti d’Europa.

Escludendo i titoli personali, come la panchina d’oro vinta per il rendimento avuto nella stagione 2015/2016, ad oggi nel palmares di Sarri spiccano solo il primo posto ottenuto in Eccellenza con il Sansovino nel 2001 e la conquista della Coppa Italia Serie D sempre con la squadra toscana nel 2003. Non solo: quando nel 2008 Guardiola alzava al cielo la Champions League da debuttante assoluto sul palcoscenico europeo, lui era reduce da un esonero in Serie C con il Verona.

Vincere oggi per Sarri non significherebbe solo mettere momentaneamente al sicuro il suo posto di lavoro ma anche, se non soprattutto, coronare una carriera partita da lontano che lo ha reso uno dei pochi allenatori in grado di rivoluzionare il gioco e che finalmente potrà essere definita vincente.