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Napoli-Fiorentina, Gattuso ritrova il figlioccio Cutrone

Ci sono, nel calcio, momenti che sono assolutamente poetici. Nel senso che ci si ritrova personaggi e persone dello stesso e ristretto luogo. Il rettangolo verde è un luogo di arrivi e partenze, nello sport (come nella vita) è facile rivedersi avversari dopo essersi difesi e stimati vicendevolmente.

Napoli-Fiorentina, Gattuso ritrova il figlioccio Cutrone

Domani è uno di quei momenti poetici. La loro esperienza comune è finita (forse con qualche rimpianto per entrambi), ma mister Rino Gattuso e Patrick Cutrone, il bomber tornato in Italia dopo una sorta di Erasmus inglese al Wolverhampton, saranno felici di riabbracciarsi. Il tecnico azzurro ha sempre riconosciuto al suo ex giocatore di avere il “veleno addosso”, il ragazzo una stima infinita per un allenatore che ha smentito anche il suo credo tattico pur di farlo giocare (spesso proposto nel Milan in tandem con Higuain in un atipico 4-4-2; l’arrivo – l’esplosione – di Piatek ha cambiato un po’ le carte in tavola). Domani, con la maglia viola può creare qualche grattacapo al vecchio allenatore, perché la Fiorentina è in fiducia grazie anche a lui. Patrick Cutrone ha dimostrato di essere più vivo e in forma che mai, dando segnali importanti a tutti. Gli era bastato qualche allenamento e i ricordi del suo passato recente in Serie A per convincere Iachini a buttarlo nella mischia per l’assalto contro la Spal. Pronti, via, e subito i tifosi viola rimangono con il fiato sospeso mentre osservano il pallone uscire di un soffio a lato della porta avversaria dopo il colpo di tacco del Pungiglione comasco. In quel quarto d’ora dimostra di essere pronto, nonostante i numerosi dubbi causati da una tutt’altro che positiva esperienza inglese. Bastano invece una manciata di minuti per iniettare l’aculeo velenoso contro l’Atalanta in Coppa Italia. Il presente si chiama Napoli-Fiorentina. Gattuso ha ossessivo bisogno di vincere, Patrick vuole far male al suo vecchio allenatore col suo veleno. Un momento che arricchirà quel serbatoio di poesia che è il calcio.

Andrea Fiorentino