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GdS – Lippi: “Ripartire dalla 26ª giornata quando avremo zero contagi. Niente play-off o altre formule”

China's coach Marcello Lippi watches from the sideline during the team's 2018 FIFA World Cup qualifying match against Qatar in Kunming, in China's Yunnan province on November 15, 2016. CHINA OUT / AFP / STRINGER / China OUT (Photo credit should read STRINGER/AFP/Getty Images)

INTERVISTA LIPPI – L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport propone una lunga intervista a Marcello Lippi. L’ex ct della nazionale esprime le sue opinioni riguardo il momento delicato legato all’emergenza Coronavirus. In seguito, parla della questione campionato e della nazionale, auspicando un grande Europeo per gli uomini di Mancini.

L’intervista di Lippi

“Sa perché abbiamo vinto il Mondiale nel 2006 e nell’82 contro tutto e tutti? Perché eravamo forti. Altrimenti ci saremmo sciolti come neve al sole. Abbiamo trasformato tutto quel casino in energia positiva. Ci siamo detti: ‘Ah, sì? Ora ti faccio vedere…’. Quello che mi hanno raccontato genitori e nonni. L’aiuto dell’America. Roosevelt e Truman. La fame. I bombardamenti e la resistenza alla quale la mia famiglia aveva partecipato. E poi la ripartenza. Una parola che usiamo spesso nel calcio, al posto di contropiede, ma qui è molto più appropriata. Ripartire. Recuperare la voglia di vivere. Come in Versilia dove la gente cercava di dimenticare per tornare felice. E il boom economico. Momenti che ricordo bene. Ma il nemico è ancora lì, il pericolo non è scongiurato”.

Campionato

“Ripartire soltanto quando saremo a contagi zero. Non importa se a porte aperte o chiuse: non è questo il problema. Il problema è che impossibile non succeda qualcosa se una squadra, una cinquantina di persone in tutto, viaggia e incontra camerieri, cuochi, autisti… Solo quando questa guerra sarà vinta dovremo ripartire. E dalla 26ª giornata. Niente play-off o altre formule, per carità. Dodici giornate. Non è giusto che chi ha fatto sei mesi eccezionali debba giocarsi tutto in due partite,e lo stesso per chi sta lottando per la retrocessione. Campionato e coppe: non si comincia la nuova stagione prima di aver finito questa. La prossima partirà più tardi, avrà qualche turno infrasettimanale. Non importa. E non è soltanto questione di campo… S’immagina che cosa accadrebbe con un’assegnazione straordinaria? Tra reclami, ricorsi, avvocati, tribunali… non ne usciremmo più”.

La nazionale

“Mi spiace per l’Europeo saltato, ma l’Italia è così forte che farà benissimo anche nel 2021. E aggiungo, con la passione con cui un nonno può seguire il nipote: recupererà giocatori importanti come Zaniolo. Magari per Mancini
potrebbe essere quello che è stato per noi Totti.

Tutto si può dire della mia Nazionale, non che fosse difensivista. Quasi sempre con tre attaccanti e, in semifinale con la Germania, nei supplementari con quattro punte. Attaccando a velocità impressionante.

Sì, eravamo forti. Lo siamo anche oggi e spero accada lo stesso anche al di fuori del calcio”.

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Antonio Del Prete

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