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Arbitri, il libro dell’ex fischietto Gavillucci: “Le classifiche interne sono gestite in modo insindacabile da Nicchi. Penalità quando si va al Var, pure se la decisione è corretta”

“L’uomo nero è il nemico. È il mostro della cultura popolare, un film, una canzone. O solo un ex arbitro, Claudio Gavillucci da Latina, fatto fuori dal sistema”.

Arbitri, il libro dell’ex fischietto Gavillucci: “Le classifiche interne sono gestite in modo insindacabile da Nicchi. Penalità quando si va al Var, pure se la decisione è corretta”

Su Il Fatto quotidiano del venerdì il collega Lorenzo Vendemiale recensisce “L’uomo nero”, il libro dell’ex arbitro Claudio Gavillucci. I tifosi (soprattutto quelli napoletani) se lo ricordano bene: è il fischietto che ha detto no al razzismo durante Sampdoria-Napoli del 13 maggio 2018, per gli odiosi cori per cori discriminatori e razzisti. Gavillucci poi fu espulso dall’associazione gestita da undici anni da Nicchi che muove le pedine a piacimento e che si avvia al quarto mandato.

Racconta tra le righe del suo “uomo nero” che era in fondo alla classifica di rendimento, ma specifica anche che quella classifica viene redatta in maniera insindacabile dai vertici arbitrali, a loro insindacabile giudizio. “Ero ultimo per 0,016 in una classifica segreta e insindacabile. Dove i migliori, gli internazionali, risultano infallibili, pagano solo i più deboli. Un esempio su tutti: la disastrosa prestazione di Daniele Orsato nella famosa Inter-Juventus che consegnò ai bianconeri lo scudetto, fu valutata buona, la sua forma ottima, ampia l’affidabilità”. Sul Var: “Un arbitro viene penalizzato ogni volta che ricorre al Var, anche se lo fa nel modo giusto”.

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