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Italia, Insigne: “Parlerò con il Napoli dopo gli Europei. La 10 una grande responsabilità, vogliamo regalare un sogno ai tifosi italiani”

Insigne
REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - JANUARY 19: Lorenzo Insigne of SSC Napoli speaks with the media during press conference during an SSC Napoli Press Conference ahead of the Italian PS5 Supercup match between Juventus and SSC Napoli at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on January 19, 2021 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Criptico sul futuro in azzurro Napoli, armonioso e sorridente per quanto sta vivendo con la maglia azzurra della nazionale italiana. Lorenzo Insigne si presenta in conferenza stampa pochi giorni prima dell’importante ottavo contro l’Austria (sabato).

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“Leggiamo gli elogi, fanno piacere, dobbiamo allenarci bene ma ora in ogni partita può girarci un episodio contro: è un orgoglio, siamo partiti che nessuno contava su di noi. Siamo sempre stati sereni a lavorare duro e serve continuare così. Non abbiamo fatto ancora nulla: abbiamo vinto il girone, il nostro obiettivo non era questo, ma arrivare in fondo. Più pensiamo a questo e più non stiamo coi piedi per terra. Serve dare ancora di più per arrivare fino in fondo”. Sente la responsabilità addosso, Lorenzo Insigne, uno dei veterani di questo Europeo. Non ha il fare da chioccia, certo, ma sa essere fratello maggiore per i compagni azzurri: tiene alta la tensione emotiva, sorride, ma mantiene un profilo basso, perché gli ottavi sono a gara secca: “Sappiamo che la gara con l’Austria è da dentro o fuori, che un episodio può cambiare la gara. Non dobbiamo pensarci, fino ad ora i giovani che sono scesi in campo hanno fatto bene: si sono fatti trovare pronti anche nella gara decisiva, noi siamo sereni, i ragazzi hanno dimostrato di giocare con tranquillità. Barella, Locatelli, Berardi, anche se non hanno mai fatto competizioni così importanti, con la Turchia ci hanno dato loro una mano per arrivare al risultato finale. Dobbiamo studiarli ma dobbiamo pensare a quel che dobbiamo fare noi. La prepareremo per fare una grande prestazione”.

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“I giovani stanno vivendo una grande favola, è un bene anche per noi. Ci stanno dando il loro entusiasmo, io sono più grande – ammette il capitano del Napoli, classe 1991 – ed è la prima volta che vivo una competizione così da protagonista, ne sono orgoglioso, sto vivendo una favola e sto dando più del 100% per ripagare la fiducia di squadra e mister mettendo in campo le mie qualità per arrivare a un solo obiettivo. Negli anni passati ero più giovane, c’erano altri moduli e mi sono adattato. Ho sempre ringraziato i ct come Prandelli e Conte che mi hanno portato a Mondiale ed Europeo. Col 3-5-2 mi sono messo a disposizione, con Mancini ho chance in più: fa un modulo adatto alle mie caratteristiche ma non solo alle mie, ma a tutti quelli che giocano. Jorginho? La nostra forza è il gruppo. Ci sono giocatori di qualità, avete citato Jorginho ed è giusto che si parli di lui. Viene da anni stupendi col Chelsea, è un orgoglio per noi avere un giocatore come lui in squadra. Non sta a me decidere se meriti il Pallone d’Oro, spero sia in lista però: lo merita ed è un grande giocatore, lo chiamiamo professore e siamo contenti di averlo. La 10 sulle mie spalle? Io ho una grossa responsabilità a indossare questa maglia ma non voglio mettermi pressione addosso. Cerco sempre di scendere in campo più spensierato possibile: il mister dà tanti consigli a me come agli altri, poi è stato un grande calciatore e può insegnarci tanto. Possiamo mettere in pratica i suoi insegnamenti. Poi a me piace scherzare col gruppo, mettiamo sempre musica. Io metto musica napoletana, però era una cosa che volevamo fare per i tifosi che non erano allo stadio. Ci tenevamo a farla tutti insieme fuori dall’hotel per far vedere quanto ci teniamo. La squadra? Alle spalle ho un centrocampo che mi rende contento: ce li invidiano in tanti questi giocatori. Barella, Jorginho, Verratti, Locatelli, hanno qualità e intensità. Ci danno una mano importante. Per quanto riguarda il modulo, gli avversari ci conoscono ma facciamo il nostro calcio senza snaturarci. E’ stata la nostra forza, li mettiamo in difficoltà, con Immobile e Belotti che ci creano spazi e gli avversari non sanno chi prendere. Il gol è il sogno di tutti. Sogno di fare una grande partita, anche se non arriva il gol, l’importante è vincere le partite. Gattuso? Ci siamo mandati qualche messaggio, mi ha detto che sono successi un po’ di casini. Io però sto pensando all’Europeo, lui è in vacanza e non gli faccio certe domande. Il Napoli? Non ho rimpianti. Quel che ho sempre sognato era giocare col Napoli e indossare la fascia. Si sono avverati i miei due sogni: non sono contento ma stracontento. Un futuro con Immobile o Verratti? Ciro e Marco sono due amici in campo e fuori. Quando Ciro ha vinto la Coppa mi sono emozionato, con loro sono cresciuto a Pescara. Un giorno potrò dire che avrò giocato con la Scarpa d’Oro. Marco gioca da dieci anni a Parigi, giocare in queste squadre non è facile. Ora penso solo a giocare l’Europeo, dopo c’è tempo per parlare con la società. La Lazio di Sarri?Qualche giorno fa è uscito che Immobile faceva il direttore qui per portarmi ma non è vero. Non mi ha detto nulla. Siamo amici, andremo in vacanza insieme e non abbiamo parlato di questo”.

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